“William Shakespeare al Castello della Pietra”. Il grande autore proposto ai più giovani

All’ultimo Salone del libro di Torino, lo scrittore Pier Luigi Coda, ha presentato il suo ultimo libro per ragazzi “William Shakespeare al Castello della Pietra”, recentemente pubblicato da Effatà Editrice (Cantalupa).

Quest’anno ricorre il 400° anniversario di Shakespeare e l’autore ha pensato di scrivere un racconto che stimolasse nei  più giovani il desiderio di  accostarsi alla poesia di questo genio sublime, magari con il supporto di docenti, genitori e educatori in genere. Ovviamente in un modo leggero e intrigante che “addolcisse” l’immagine di Shakespeare come autore difficile e “scorbutico” e, comunque, old fashioned. Allo scopo Coda ha immaginato una fiction, assai movimentata, ambientata nel Castello della Pietra che si trova a Vobbia, in provincia di Genova.

William-Shakespeare-al-Castello-della-Pietra-204x300“William Shakespeare al Castello della Pietra” è una rocambolesca e forsennata corsa a bordo di una mitica Fulvia coupé per liberare i fratelli dalle grinfie di malvagi rapitori che ne chiedono il riscatto. Riuscirà Thani, una teenager in giro per il mondo, a salvarli? Uno strampalato professore di letteratura inglese le darà una mano nel suo disperato tentativo contro il tempo. Insieme affronteranno rischi di ogni sorta, attraversando praterie innevate, periferie metropolitane e orridi precipizi. Sullo sfondo, arroccato tra inaccessibili guglie di roccia, il misterioso Castello della Pietra e William Shakespeare con la sua arte immortale.
E così, tra indovinelli, rebus, misteri da chiarire,  si dipana un’avventurosa caccia al tesoro dove sogni e realtà si intrecciano con incontri sorprendenti, momenti paurosi,  memorie lontane e la coraggiosa certezza di riuscire a superare le difficoltà che ostacolano il successo dell’impresa.
Ma Shakespeare al Castello della Pietra non è solo un racconto di avventura, è soprattutto un racconto di crescita, di maturazione e comprensione di se stessi. Udon, l’anziano professore, è ormai un uomo alla deriva, vive di sommari espedienti, vagabonda senza scopi e senza impegno ai margini della sua vita, ma grazie a Thani recupera energia e significato, ritrova quell’autenticità e quell’umanità che credeva d’aver perso il giorno stesso in cui per sciagurate disavventure era stato licenziato dall’insegnamento. In un certo senso, si riabilita ai propri occhi e allo sguardo del mondo.
E cresce anche Thani, la giovane protagonista tailandese, che trova in Udon un amico generoso e sincero disposto a offrile un disinteressato e provvidenziale soccorso proprio nei momenti in cui s’imbatte nelle traversie più difficili e pericolose. Ma Udon non è solo il coraggio  d’intraprendere un viaggio insieme, Udon è la voce di Shakespeare che insegna l’amore per il sublime dell’arte, e racconta sottovoce tutta la poesia che c’è nella vita e quanto la vita si colori di poesia anche nella penombra del chiaroscuro.

In appendice, alcuni brevi brani tratti dalle opere più significative di Shakespeare in lingua originale, commentati e tradotti dall’autore, completano il racconto.

 

 

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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