Vito Signorile convoca le Associazioni baresi per dare vita al progetto “oMaggio a Bari”

1653587_893078604141692_7813341028941583301_nPer festeggiare i cinquant’anni di carriera artistica, Vito Signorile ha voluto donare alla città di Bari alcuni spettacoli significativi del suo cammino professionale per porgere ai baresi la sua riconoscenza per una carriera vissuta con non poche soddisfazioni sia come uomo che come artista.

Il buon risultato ottenuto con la Lectura Dantis il 3 ottobre nella basilica di San Nicola, ha rafforzato l’affetto e l’ammirazione dei suoi concittadini e la volontà a conservare l’impegno di replicare il suo spettacolo “Ragù” nel carcere di Bari il 14 dicembre scorso, dove l’accoglienza è stata meravigliosa, e in Bari vecchia in data da definire con il sostegno del Comune di Bari.

Nel frattempo sono maturate in Signorile altre idee e proposte da organizzare in un unico progetto dal titolo “oMaggio a Bari” tese al recupero e all’affermazione della lingua, dei luoghi, della cultura, dei cimeli e delle usanze popolari baresi.

Il progetto “oMaggio a Bari” presentato questa mattina alle ore 11,00 presso il Nuovo Teatro Abeliano, nasce anche su alcune stimolazioni venute dalla Commissione Cultura del Comune di Bari oltre che da un contesto cittadino, a suo parere, propizio della vita culturale e sociale.

Bari possiede una considerevole varietà di associazioni, gruppi, singoli operatori culturali, comuni cittadini, artisti e poeti innamorati della città e dei suoi costumi, tutti pronti ai più grandi sacrifici per l’affermazione di Bari, della sua lingua e delle sue tradizioni. Il desiderio di Vito Signorile è quello di realizzare un unico progetto che produrrebbe reale beneficio all’amata città unendo forze e intelligenze attraverso il confronto e il serio lavoro per obiettivi comuni.

Sarebbe bello, dice Signorile, se tutti coloro che compongono la nutrita schiera di innamorati di Bari si chiedessero, parafrasando un grande Presidente, cosa possiamo dare alla città piuttosto che cosa la città può dare loro.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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