I ginecologi romani a favore della vita: “Evitare utilizzo improprio della diagnostica prenatale”

DIAGNOSTICA-PRENATALE_o_su_horizontal_fixedSi è tenuto il 7 febbraio 2016, presso il Campus biomedico di Roma, l’incontro annuale delle cliniche ostetrico-ginecologiche delle università romane, organizzato nell’ambito delle iniziative della Giornata per la vita.

I medici-ginecologici hanno concordato sulla necessità di “rapportare correttamente il livello di rischio di ogni singola gravidanza, al fine di evitare un inappropriato utilizzo della diagnostica prenatale”.

Un impegno ben preciso dunque per assistere al meglio le famiglie. “Qualora vengano diagnosticate problematiche fetali, – hanno dichiarato gli esperti – si ritiene fondamentale informare i genitori sul significato di questa patologia, sul trattamento del feto, ove possibile, e sull’assistenza del neonato affetto, nell’ambito di un corretto e responsabile approccio alla coppia in attesa di una nuova vita”.

Secondo i medici è necessario “investire nella ricerca e nella formazione del personale sanitario, medico e paramedico, e dei medici in formazione specialistica, nell’ambito della medicina fetale al fine di tutelare la vita come bene unico ed intangibile e offrire opzioni terapeutiche sempre più valide”.

Al termine del convegno è stato firmato un documento in cui si sancisce l’importanza di “riconoscere la necessità di dar sempre spazio ad un attento counselling improntato all’umanità, che è tipica ed inscindibile nel ruolo del sanitario, che, in questo frangente come non mai, va ad assumere un ruolo nel processo decisionale e nel supporto della coppia”.

I ginecologi romani hanno infine riservato una stoccata alla politica: è necessario “mettere in atto una vera forma di biopolitica dove la politica sia al servizio della verità scientifica, e non ad esigenze economiche o di qualunque atteggiamento medico difensivo”.

Maria Raspatelli

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