Viaggio nel tempo: intervista a Raffaello Sanzio

Raffaello particolare (1)Roma, 15 Marzo 1519

Oltre alla genialità che lo rese Maestro a soli 17 anni, il destino gli ha riservato bellezza e gentilezza. Modesto, cortese e affabile ha accettato di riceverci nella sua dimora in Via Alexandrina. Amato dal gentil sesso, stimato da nobiluomini e pontefici, ha lavorato per Giulio II insieme al Bramante e al Buonarroti, per servire poi onorevolmente Papa Leone X in Vaticano. Tutti i principi desiderano un suo lavoro nelle proprie collezioni: Raffaello di Giovanni Santi, quasi 36 anni, è oggi all’apice del successo e della fama.

 

Grazie infinite per averci ricevuto, Messer Santi. Sappiamo che siete molto impegnato qui a Roma.
Non v’è bisogno di ringraziarmi, siete i benvenuti nella mia casa. Non sono solito rifiutare una gentilezza a chi me ne fa richiesta. AccomodateVi!

Ecco, non fate che confermare quanto dicono di Voi, che siete “di natura gentile” e “graziata affabilità”.
Non lusingatemi così, Ve ne prego… come coloro che vedono in me quasi una reincarnazione di Nostro Signore Gesù! Che stoltezza!

Ma dicono anche che tra tutti, sono le donne che Vi si affezionano maggiormente… e che Voi ricambiate.
Io personalmente mi ritrovo tanto infatuato della mia donna che a lei dedico opere e versi! Tal che tanto ardo, che né mar né fiumi spegnar potrian quel focho… So che la gente adora discorrere della mia vita amorosa e si diletta a ricordare che quando lavoravo su Amore e Psiche nella loggia per l’amico mio Messer Agostino Chigi, non continuai a lavorare fino a che egli non condusse la mia amata nel posto di lavoro… ma, ahimè, ero immerso nell’amore! Suvvia anche Voi, l’amore nobilita i cuori!

Ma perché non Vi siete mai sposato allora? Avete molto amato d’altronde e siete ancora lo scapolo d’oro.
La questione è fare la scelta giusta, al momento giusto. A ventuno anni il Cardinale Bibbiena mi propose di sposare la sua nipote, ma purtroppo ella morì inaspettatamente nei mesi successivi. Non si creda che fu opera mia di temporeggiare! Ora tutti mi chiedono se La Velata sia la misteriosa mia Signora, o se magari il suo viso è riflesso in quello della Vergine Maria (ndr. Madonna Sistina) che ho dipinto tra i Santi Sisto e Barbara… Conservo qui in casa mia un altro ritratto, sapete? Ma davvero importa sapere il suo nome o che sia o meno la mia sposa? Intanto Vi dico che io mi servo di certa Idea, che mi viene nella mente… ed eppur nel dubbio non son forse graditi i miei lavori a chi li osserva?

Questo è indubbio Signore. Ma spostiamoci all’argomento lavorativo… sappiamo che Vi siete impegnato a scrivere a Papa Leone X.
Ebbene sì, e mi feci aiutare dal Castiglione. Questo fu perché ritengo che l’Antico è certo il più onorevole modello per l’artista moderno, si tratta della nostra storia ed è nostra responsabilità tutelarla dalla distruzione del tempo e dell’uomo. Papa Leone X mi ha onorato ancora della sua fiducia in questa idea e già qualche anno fa, nel 1516 mi nominò Ispettore generale delle belle arti.

A quest’idea quindi si ricollega anche la Vostra attuale attività?
Ricostruire integralmente in pianta le vestigia dell’Antica Roma, utilizzando i moderni metodi di rilevamento, necessita di competenza tecnica e conoscenza storica. Se invece di distruggerli, noi studiassimo i monumenti potremmo forse eguagliare l’abilità degli antichi. E’ un progetto grandioso ed io spero di vederlo finito al più presto! Ne sono talmente assorbito che ancora rimando un promesso “Trionfo di Bacco” al Duca Alfonso di Ferrara, il suo agente non fa che starmi dietro, ma d’altronde ho già ricevuto anche un anticipo, e io gli dico che lo finirò presto e sono dispostissimo al suo servizio, ma in realtà…!

Certo non Vi sottomettete così bonariamente neanche alle richieste di un principe. Questo non Vi crea problemi?
Noi artisti combattiamo da sempre una guerra, quella che ci riconosca come più che un artigiano, perché non siamo forse noi al pari dei poeti? Non amiamo che ci venga negato il riconoscimento che noi stimiamo dovuto. Avete sentito di Michelangelo Buonarroti e Papa Giulio II qualche anno fa? Ed anch’io, una volta due cardinali hanno criticato il viso che ho dipinto di un San Pietro e un San Paolo… troppo rossi, dicevano. E sapete che gli risposi io? Che non si dovevano meravigliare, ché io questi ho fatto a sommo studio perché era certo che i due fossero ancor in cielo così rossi, per vergogna che la chiesa sua sia governata da tali omini come erano loro!

Vi lasciamo alle Vostre nobili opere ora e ancora Vi ringraziamo dell’ospitalità.
Spero di averVi dato di che scrivere e Vi auguro un lieto ritorno! E che si ricordi che Raffaello d’Urbino sempre suol mostrarsi dolce e piacevole con ogni sorte di persone et in qualunche maniera di cose!

 

Claudia Pruner

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