Venti Liberi: La tutela della parità sessuale spiegata ai ragazzi

ventiliberiNella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bari l’Associazione “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie” ha tenuto un incontro sul lavoro e sul rispetto della parità sessuale, nonché ultimo evento del progetto “Venti Liberi” tenutosi a Bari e provincia dal 23 al 27 gennaio.
Gli ospiti sono stati i ragazzi dell’Istituto Tecnico Commerciale “D. Romanazzi” di Bari, i quali con il Giudice Ernesta Tarantino, l’avvocato Roberta Desiati e il docente di Diritto del lavoro Vincenzo Bavaro hanno discusso sull’importanza della parità sessuale in ambito lavorativo (ma non solo) con un breve dibattito sulla dignità umana partendo dal maggiore esempio Italiano in materia: la Costituzione.
“Il concetto di dignità non è contestualizzabile in una sola norma della costituzione, ma ogni articolo ne nasconde un diverso aspetto” con queste parole il Giudice Tarantino ha introdotto l’oggetto dell’incontro, analizzando successivamente quelli che secondo lei sono gli articoli più significativi, partendo dal più famoso (L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro) ed esaltando una nazione che, anno dopo anno, è riuscita a garantire l’occupazione, la più grande espressione di dignità umana, a qualsiasi uomo, indipendentemente dalla differenza di genere o da altre forme di discriminazione.
Ma sebbene le parole dei tre relatori abbiano esaltato la costituzione italiana informando sull’efficacia del diritto antidiscriminatorio di cui disponiamo, è saltato subito all’occhio il secondo fine che l’incontro nascondeva al suo interno, ovvero dimostrare ai giovani l’importanza dello studio e dell’informazione presentando alcuni esempi di casi in cui donne hanno perso (o rischiato di perdere) il proprio posto di lavoro per motivi discriminatori, dalle più dirette come il licenziamento per maternità a quelle più celate, come imporre dei requisiti ad entrambi i sessi senza tener conto delle numerose differenze tra uomo e donna come ad esempio la corporatura, solo perché gli avvocati o i giudici incaricati del caso non erano sufficientemente preparati in ambito al diritto antidiscriminatorio.
L’incontro dunque si è concluso con un appello verso i giovani dimostrando in poche, semplici parole che per migliorare la condizione basterebbe informarsi sulla Costituzione italiana ricordando il duro lavoro che i nostri antenati hanno compiuto per dare vita ad un paese in cui l’uomo è al centro di tutto, consentendogli una vita dignitosa indipendentemente dal suo sesso.

Luca Petaroscia

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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