I campi di lavoro di Libera. Un modo diverso di fare vacanze

liberaL’estate è tempo di vacanze e soprattutto per i giovani rappresenta l’occasione per partire e vivere esperienze all’insegna della spensieratezza e del relax, a volte della trasgressione.
Esiste però un modo alternativo per spendere le tanto agognate vacanze. Tanti ragazzi infatti scelgono di aderire ai campi di lavoro nei luoghi ad alta infiltrazione mafiosa. E’ un modo intelligente per donare agli altri un po’ del proprio tempo e aiutare quelle terre purtroppo soffocate dalle Mafie.
Quando si parla di solidarietà, alle parole devono sempre seguire gesti concreti. Don Milani diceva: “A che serve avere le mani pulite se poi si tengono in tasca?”. Per questa ragione tantissimi giovani decidono di spendere le proprie vacanze nei campi di lavoro di Libera, l’associazione che dal 1995 sollecita la società civile nella lotta alle Mafie e nella promozione della legalità e della giustizia.
Luoghi a rischio come Cutro, Cirò (Calabria), Castel Volturno, Pignataro Maggiore, Casal di Principe, Scampia (Campania), San Sebastiano da Po, Volvera (Piemonte), Marina di Cinisi, San Giuseppe Jato (Sicilia), Erbe (Veneto), Pietralunga (Umbria), Trezzano (Lombardia), Formello (Lazio) diventano terre di missione e luoghi capaci di generare speranza.
La guerra alle Mafie non la fanno soltanto gli “altri”, ma attraverso i campi di lavoro di Libera è possibile adoperarsi in prima persona per rendere più giusto e pulito questo nostro Paese. Tanti giovani, pieni di energie ed entusiasmo, insieme, si “sporcano le mani” lavorando la terra, producendo frutti concreti proprio su quei territori sottratti alle Mafie. E’ nella fatica e nel sentirsi parte di un progetto vero che c’è il riscatto, anche personale.
Giovani insieme ad altri giovani. Insieme si è forti e si può fornire un aiuto concreto a chi non ha più sorriso, perché gli è stata sottratta anche la capacità e il gusto di sognare.
Le vacanze alternative di Libera aiutano i giovani, attraverso il volontariato, a vivere un’esperienza di formazione civile sui terreni “maledetti”, quelli confiscati, che nessuno ha più il coraggio di coltivare.
Nei campi di lavoro, l’obiettivo è quello di diffondere la cultura della legalità e della giustizia sociale, come alternativa alla sub-cultura della violenza, del privilegio e del ricatto.
Nei campi non ci si limita solo a coltivare  i prodotti della terra, ma ci si forma alla cultura della legalità e si incontrano le comunità locali, visitando anche  le loro bellezze ricche di storia e di arte.
I giovani scoprono che quelle terre balzate alla cronaca per episodi legati al malaffare, sono invece ricche di valori etici. Terre popolate da tantissime persone per bene, che lavorano onestamente e sono bisognose di riscatto sociale.
Si può fare davvero tanto per gli altri; basta affacciarsi alla vita e incrociare lo sguardo spento di chi è stato oppresso dai violenti e dai malfattori.
Esiste un’Italia giovane che crede nei valori veri della solidarietà. Ogni anno il numero dei ragazzi che chiede di partecipare ai campi di lavoro di Libera aumenta sempre più e questo è un fenomeno che spaventa tantissimo coloro che invece vorrebbero solo l’omertà e il silenzio. Sono giovani coraggiosi, provenienti per lo più, dall’area cattolica: Scout, Azione Cattolica, Pax Christi e gruppi parrocchiali. Ma anche da  Legambiente e Arci.
Sono i giovani di un’Italia bella, libera, avanti rispetto al comune pensare e sentire. La “partecipazione” è il vero strumento di lotta alle Mafie, una lotta non violenta, ma molto efficace. Chi pensa di soffocare il grido dei poveri e il lamento degli orfani con la paura, l’intimidazione e il ricatto, sappia che una nuova generazione Libera e determinata si sta espandendo per affermare ovunque la cultura della legalità e della giustizia.
Antonio Curci
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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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