Upfest 2015, a Bristol l’arte per le strade

Martin Ron upfestSi è appena concluso il maggiore festival europeo dedicato all’arte di strada – la street art – e ai graffiti. Dal 2008, e quest’anno con la sua settima edizione, la città di Bristol ospita l’Upfest richiamando a sé l’attenzione di oltre 250 artisti provenienti da tutto il mondo e di migliaia di turisti.

 Dal 25 al 27 luglio 2015 nuova vita e nuovi colori hanno riempito i muri e le superfici delle aree di Bedminster e Southville di Bristol, con oltre 2.800 metri quadrati di opere d’arte. Gli artisti provengono da 25 differenti nazioni, soprattutto dal Sud America e dall’Europa, e non mancano le firme degli italiani: Fabio Petani, classe 1987 ed attivo nel torinese, e Manu Invisible, classe 1990 e la cui attività nasce nella sua terra, la Sardegna.
phoenix-by-Fabio-petaniI lavori realizzati non si ripetono mai gli uni con gli altri: dalla discussa Regina Elisabetta in vesti naziste dipinta da T.wat, all’immenso ritratto della propria fidanzata che l’argentino Martin Ron appone su una delle facciate della fabbrica di tabacco di Bedminster; Fabio Petani ed Elisa della Scala, uno street-writer e una scrittrice, conducono a Bristol Phoenix, un progetto in cui i graffiti incontrano la poesia, “un esperimento, un gioco di parole e immagini, una nuova forma espressiva di arte visiva e letteraria per creare un ponte tra poesia, graphic novel, arte visiva e street art” secondo le ManuInvisibleWARld2015parole dell’autrice; Manu Invisible interviene nella città inglese con WARld, un grande murales sul tema della guerra che l’artista sardo interpreta come un’implosione della Terra vista dallo spazio – il titolo gioca sulle parole guerra/mondo, in inglese war/world – metafora della devastazione e vittime causate dai conflitti.

Circa 25mila turisti hanno scelto di partecipare al Festival anche quest’anno, incoraggiati ad esplorare l’ambiente urbano e scoprire quanto si trova dietro ogni angolo, come al solito accompagnati dalla musica che risuona nel corso dell’evento, diffondendo ritmo e vibrazioni che connette i passi dei visitatori e le abili mani degli artisti all’opera.

Claudia Pruner

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