Unioni civili: approvata la legge alla Camera

fisco-2016-01-registro-unioni-civili-bigIn queste ultime ore si è delineato il fantomatico «passo avanti» che molti, troppi forse, hanno aspettato con trepidante eccitazione negli ultimi tempi.
Anche in Italia si giunge così al si definitivo:  il via libera della Camera alla legge sulle Unioni civili. Il che significa, in definitiva, introdurre nel nostro ordinamento, con una precisa regolamentazione, l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso e, ancora, un insieme di norme che disciplinino le convivenze di fatto. Ne derivano una serie di tutele prima inimmaginabili per semplici conviventi o coppie omosessuali: l’obbligo all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione; l’essere tenuti, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni; l’obbligo reciproco alla fedeltà e alla collaborazione; il diritto di visita, assistenza e accesso alle informazioni personali; la facoltà di designare l’altro quale suo rappresentante con poteri pieni o limitati in caso di malattia; una fitta serie di regolamentazioni normative in materia di salute e molto altro.

Si chiude, più metaforicamente che effettivamente, un lungo periodo di turbolenze e incertezze ed è inaugurato un «giorno di festa» senza precedenti, per usare le parole di Matteo Renzi, Tale e tanto è lo stato di soddisfazione del Premier per questo traguardo da spingerlo a celebrare la data di oggi, 12 maggio 2016, come «una nuova pagina di storia»: non la semplice chiusura di un tortuoso iter politico, ma il riconoscimento effettivo del diritto e del valore di esseri umani, in quest’ottica salvaguardati dalla nostra Costituzione al pari di tutti gli altri.
Il testo, approvato a Montecitorio con 372 voti a favore, 51 contrari e 99 astenuti, evidenzia infatti un netto schieramento dei politici per la salvaguardia dei diritti universali, senza pregiudizi di sorta. Come se questo numero volesse sancire la fine di ogni ulteriore rinvio, modalità d’azione troppo spesso adoperata in Italia.

Non mancano amarezze e malcontento circa l’avvenimento di oggi. Massimo Gandolfini, portavoce del Comitato “Difendiamo i nostri figli” e organizzatore del Family day, dichiara senza grandi riserve di non avercela personalmente con Renzi, ma ritiene necessario fermarlo «prima che trasformi l’Italia in un ‘premierato’». Il suo, a detta di alcuni e a dispetto delle apparenze perbeniste, sarebbe il governo più antidemocratico della Repubblica.

Tuttavia, accanto alle polemiche e all’aperto scetticismo di tanti, resistono ed esistono le persone. E l’interesse dovrebbe convergere unicamente verso di esse.
Il malcontento, quindi, non è in grado di oscurare totalmente, in una tetra nube di disincanto, quel senso persistere di gioia diffusa che, oggi più che mai, ha invaso gran parte della popolazione italiana facendo vibrare le corde emotive dei più. Anche di chi non si sente parte di questa grande e complessa questione.
Questo perché a dispetto delle controversie, delle divergenti opinioni circa tematiche sociali e personali così delicate, dei dissidi, delle opposizioni, delle battaglie sociali e personali, delle manifestazioni e dell’alternanza di slanci d’accettazione ed iroso odio che negli ultimi tempi hanno infiammato i cuori di molti cittadini non bisogna dimenticare che le «leggi sono fatte per le persone, non per le ideologie», per salvaguardarne la dignità.

Francesca Rotondo

 

 

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