UNICEF: la testimoniana diretta dell’ambasciatore Ewan McGregor in Iraq

Unicef Ambassador Ewan McGregor walks with Myrna, 10, inside an abandoned mall that her and her family used to live in, Erbil, northern Iraq on July 29, 2016. Unicef Ambassador Ewan McGregor travelled to northern Iraq last week to see how the conflicts sweeping Iraq and Syria are devastating the lives of children, tearing them from their homes and destroying their futures. Tens of thousands of children in Iraq and Syria have been killed, injured, separated from their parents, forced into work, tortured or recruited into fighting. Erbil, northern Iraq, July 29, 2016. © UNICEF/Iraq/Modola16 Unicef UK Ambassador Ewan McGregor in Iraq 2016
L’ambasciatore Unicef Ewan McGregor

La settimana scorsa Ewan McGregor, Ambasciatore UNICEF, ha partecipato a una missione in un campo nel nord dell’Iraq tra i bambini rifugiati e sfollati  e le loro famiglie, le cui vite sono state devastate dal conflitto in Iraq e in Siria. Decine di migliaia di bambini sono stati uccisi, feriti, separati dai propri genitori, costretti a lavorare, torturati e reclutati in gruppi armati.

Durante la missione McGregor ha visitato il campo di Debaga dove ha incontrato le famiglie fuggite dalle terribili violenze che attualmente si stanno ancora verificando nelle aree intorno a Mosul, nel nord del paese. Ha anche trascorso del tempo con i bambini Siriani rifugiati e le famiglie Irachene sfollate al campo e nelle comunità intorno a Erbil.

La situazione per i bambini in Iraq è sempre più disperata. Circa 3,6 milioni di bambini – 1 su 5 – rischiano di morire, di essere feriti, di subire violenza sessuale, di essere rapiti e reclutati in gruppi armati. Molti sono stati costretti ad allontanarsi dalle famiglie e a fuggire da soli, affrontando spesso viaggi pericolosi e cadendo nelle mani di trafficanti.

“I bambini costretti a fuggire a causa del conflitto possono ritrovarsi da soli, senza famiglia e in gravi pericoli. Nessun bambino dovrebbe essere solo. Molti dei bambini che ho incontrato in Iraq sono stati costretti a lasciare le proprie case, mettendo a repentaglio la propria vita in viaggi pericolosi, e sono stati esposti a sofferenze inimmaginabili,” ha dichiarato l’Ambasciatore UNICEF Ewan McGregor.

“La crisi dei rifugiati che il mondo sta affrontando non ha precedenti e noi dobbiamo fare di più per proteggere il grandissimo numero di bambini che sono stati costretti a lasciare le proprie case a causa del conflitto.”

“Una bambina di nome Mirna mi ha raccontato che la sua famiglia ha dormito per circa un anno in un centro commerciale costruito solo a metà e in disuso. La comunità ha donato alimenti, vestiti e aiuti alla sua famiglia e insieme ha davvero accolto gli sfollati. Quest’atto di umanità dovrebbe essere replicato ovunque, soprattutto a casa nostra.  Sta a noi dire ai nostri amici, vicini e governi che le persone rifugiate sono le benvenute.”

A settembre i leader del mondo si incontreranno a New York per discutere della crisi globale dei rifugiati. L’UNICEF chiede ai leader di assumere impegni forti, compassionevoli e coraggiosi per proteggere i bambini in fuga.

McGregor ha visto con i suoi occhi come l’UNICEF stia raggiungendo le famiglie scappate dall’area di Mosul con alimenti salvavita, acqua, servizi di protezione dell’infanzia e cure mediche. Molte delle persone che ha incontrato non hanno ricevuto cure mediche, istruzione o servizi di base per oltre due anni.

L’UNICEF lavora per proteggere i bambini in Iraq e in Siria, distribuendo alimenti salva vita, acqua pulita e vaccini e garantisce istruzione e supporto psicologico. L’aiuto umanitario, però, non può tenere il passo degli enormi bisogni dei bambini.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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