Un ritratto di Manet esposto a Bari?

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De Nittis

Sì, proprio così, ancora per qualche giorno si potrà osservare da vicino nella Pinacoteca “Corrado Giaquinto”, fino al 31 c.m., il ritratto di Manet che il De Nittis aveva inciso, tramandato fino a noi come autoritratto del De Nittis e per tale inserito nella mostra del ritratto curata dalla Gelao. Lo assicura Giovanni Lamacchia, esperto del De Nittis – lontano dai giochi di mercato che si possono osservare in questi ultimi anni – ritrattista, e così pittore da poggiare il cavalletto davanti ai capolavori conservati a Barletta e rifarli.

Ho avuto l’opportunità di raccogliere le sue confidenze in questi giorni, approfittando della nostra antica conoscenza e di spingerlo a rendere pubbliche le sue osservazioni.

Come è successo che questo ritratto di Manet passa per autoritratto di De Nittis?

– Eh,… la sua storia viene da lontano. Probabilmente i tratta di una delle prime incisioni del nostro, databile intorno al 1875. Ma la si ritrova solo cinquant’anni dopo, nel 1926, in un piccolo profilo biografico a firma del Bénèdite, il quale aveva un lontano ricordo dell’artista che però un giovane non poteva avvicinare, risalente almeno a quarantatre anni prima. Non si conoscono obiezioni, ma oramai le persone più vicine, come la vedova e il figlio, erano scomparse da anni. Qualche anno dopo, il Petrucci pubblicava i suoi studi sulle incisioni del De Nittis e inseriva il ritratto, ma doveva aver avuto qualche perplessità, dato che lo trovava scavato, ma attribuiva tale stato alla malattia precedente alla morte. Evidentemente non aveva letto il necrologio che lo descriveva negli ultimi anni …’ molto ingrassato’. Capisci allora che bisogna avere occhio per vedere…

Come un ritrattista!

Sì, ma tanti hanno occhio anche se non hanno praticato arti figurative.

Cosa ti ha fatto pensare a Manet?

A parte l’amicizia tra i due e la forte simpatia del nostro per il maestro francese, non c’è una ragione specifica, una pista, Poi tante immagini dimostrano la prassi degli artisti di ritrarre e farsi ritrarre. Quando vedi tante foto di Manet e il modo in cui Degas, Monet e altri lo hanno ritratto, in varie pose e da angolazioni differenti, ti fai un’idea plastica del personaggio.

Come puoi aiutare a vedere giusto?

De Nittis osserva Manet quasi dalla nuca, ce lo vuole restituire distratto, anzi attratto da altro, inconsapevole di essere preso in quel momento. Il capello è più corto e così la barba, rispetto alle foto ufficiali, ma se ne riconosce il verso e l’ attaccatura, e l’unico ciuffo lasco che percorre la volta cranica. Il tipo di fronte, il taglio degli occhi e del naso coincidono. Il taglio del capello scopre un particolare nascosto dai folti ciuffi delle foto conosciute, e cioè che il cranio è sfuggente in alto e sporgente in basso.

Poi la successione di foto e disegni può aiutare. Il massimo sarebbe mostrare un busto di Manet nelle varie angolazioni

Come ti spieghi che non se ne sia accorto nessuno?.

Ah, io come ritrattista non riesco a spiegarmelo. Federico Zeri ha detto e scritto che chi si occupa d’arte dovrebbe anche un po’ avere pratica dei processi artistici. Ma ci sono altre cose di cui tanti non si sono accorti…

Dobbiamo riprendere la nostra conversazione, voglio saperne di più, e anche i nostri lettori credo

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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