Ubuntu, dall’Africa una filosofia che può aiutare noi occidentali a vivere meglio

«Una persona che viaggia attraverso il nostro paese e si ferma in un villaggio non ha bisogno di chiedere cibo o acqua: subito la gente le offre del cibo, la intrattiene. Ecco, questo è un aspetto di Ubuntu, ma ce ne sono altri. Ubuntu non significa non pensare a se stessi; significa piuttosto porsi la domanda: voglio aiutare la comunità che mi sta intorno a migliorare?»

(Nelson Mandela)

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Desmond Mpilo Tutu (Klerksdorp, 7 ottobre 1931) arcivescovo anglicano

Ubuntu è un’etica o un’ideologia dell’Africa sub-Sahariana che si focalizza sulla lealtà e sulle relazioni reciproche delle persone.

È un’espressione in lingua bantu che indica “benevolenza verso il prossimo”. È una regola di vita, basata sulla compassione, il rispetto dell’altro. Appellandosi all’ubuntu si è soliti dire Umuntu ngumuntu ngabantu, “io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti siamo”. L’ubuntu esorta a sostenersi e aiutarsi reciprocamente, a prendere coscienza non solo dei propri diritti, ma anche dei propri doveri, poiché è una spinta ideale verso l’umanità intera, un desiderio di pace.

Il concetto di Ubuntu definisce l’individuo in funzione delle sue molteplici relazioni con gli altri, e sottolinea l’importanza di ubuntu come concetto religioso. Egli dichiara che mentre la massima Zulu umuntu ngumuntu ngabantu (“una persona è una persona tramite (altre) persone”) potrebbe non avere apparenti connotazioni religiose nel contesto della società Occidentale, nel contesto Africano suggerisce che la persona deve diventare tale comportandosi con il resto dell’umanità in modo conforme al rispetto degli antenati e in loro venerazione. Coloro i quali sostengono il principio di ubuntu durante la loro vita potranno raggiungere, nella morte, un’unità con quelli che sono ancora vivi.

Particolarmente legato all’ubuntu è il Premio Nobel sudafricano Desmond Tutu, arcivescovo anglicano, che da questo concetto ha tratto ispirazione per la sua azione contro l’apartheid.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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