«Tutto andrà bene» una frase della mistica medievale Giuliana da Norwich

In questi giorni il motto che vediamo sbucare ovunque, su tutti i nostri balconi e in tutte le vie d’Italia: “Tutto andrà bene”, viene da Giuliana di Norwich, (8 novembre 1342 – 1416), una mistica inglese, considerata una delle più grandi della storia. È ricordata come santa dalla Chiesa Anglicana (l’8 maggio) e come beata dalla Chiesa cattolica (il 13 maggio).

È stato lo stesso Signore Gesù a pronunciare queste parole dopo una visione che Giuliana ha avuto della passione del Signore. Giuliana dice che con dolcezza infinita il Signore ha pronunciato queste parole «È stato necessario che esistesse il peccato; ma tutto sarà bene, e tutto sarà bene, ed ogni sorta di cosa sarà bene.» (Rivelazioni, cap. 27).

Si conosce molto poco della vita di Giuliana, sembra che appartenesse ad una famiglia agiata che viveva a Norwich, che all’epoca era la seconda città dell’Inghilterra per importanza dopo Londra.

All’epoca infuriavano spesso delle epidemie di peste, molto comuni nel XIV secolo, e in relazione a alcuni studiosi Giuliana sarebbe divenuta un’eremita dopo aver perso i familiari a ragione di un’epidemia. Farsi eremita avrebbe anche potuto essere una forma di quarantena per lei.

Quando aveva 30 anni e viveva ancora a casa sua, Giuliana si ammalò gravemente e credendosi sul punto di morire, ebbe invece una serie di visioni di Gesù Cristo, che ebbero fine il giorno in cui guarì dalla sua malattia, il 13 maggio 1373.

Giuliana scrisse le sue visioni subito dopo che esse furono concluse. La versione delle Rivelazioni dell’Amore Divino, ora conosciuta come il Testo Breve, è considerato il primo libro conosciuto scritto in inglese da una donna. Circa vent’anni dopo, Giuliana iniziò a scrivere una riflessione teologica sul significato delle visioni, chiamata Sedici Rivelazioni dell’Amore Divino conosciuta come il Testo Lungo.

Giuliana di Norwich visse in un’era burrascosa e piena di confusioni, ma la sua teologia è fiduciosa; parla dell’amore di Dio in termini di gioia e compassione in opposizione alla legge e al dovere. Per Giuliana, l’afflizione non è un castigo inflitto da Dio, ma uno mezzo che Egli utilizza per attirarci più vicino a Lui. Questo pensiero è molto diverso dalla concezione predominante della sua epoca, che vedeva sciagure, come la peste nera, come una punizione divina. Giuliana propone piuttosto una concezione di Dio basata sulla misericordia. Infatti, a ragione delle sue dichiarazioni che oltre la realtà dell’Inferno c’è un più grande mistero, l’amore di Dio.

Il poeta T. S. Eliot ha introdotto la frase: “E tutto sarà bene e / ogni sorta di cose sarà bene”, come anche il richiamo al capitolo 41 (“Sono io il fondamento della tua supplica”) delle Rivelazioni di Giuliana, nel terzo tempo del quarto poemetto dei Quattro quartetti, Little Gidding,:

Il peccato è Inevitabile, ma

tutto sarà bene, e

ogni sorta di cose sarà bene.

[…]

Qualunque cosa noi abbiamo ereditato dai vincitori

noi abbiamo preso dai vinti

quello che avevano da lasciarci: un simbolo

un simbolo perfetto nella morte.

E tutto sarà bene e

ogni sorta di cose sarà bene

con la purificazione del motivo

nel fondamento della nostra supplica.

(Little Gidding, III tempo, vv. 17-19; 43-50)

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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