Un tour tra i presepi viventi del Salento

IMG_4828(1)In occasione delle vacanze natalizie, alcuni paesini della provincia di Lecce tra cui Neviano e Seclì hanno allestito dei presepi viventi che sono stati aperti al pubblico con ingresso gratuito nei giorni 25 e 26 dicembre e saranno visitabili anche nei giorni festivi del 1 e 6 gennaio.
A Seclì il presepe è stato realizzato all’interno dell’ex convento dei frati minori di S. Antonio da Padova, in cui è stata allestita un’ apposita stanza dedicata alla storia di questo luogo documentata con foto, icone e oggetti antichi. Costruito nel 1587, a cura di Guido d’Amato e Giulia Spinelli lungo la carrozzabile Galatone, Neviano, Aradeo, il convento era facilmente raggiungibile dal palazzo Ducale tramite una strada lastricata. Oggi il convento è proprietà del Comune ed è utilizzato specialmente in occasione della festa del 13 giugno di S. Antonio. Per il presepe vivente il convento è stato adornato di tante luci e di un’ enorme stella cometa. All’ingresso i visitatori sono tenuti a registrare la propria famiglia come accadeva con il censimento ai tempi di Gesù e poi inizia il giro nel convento. Si può ammirare la lavorazione del ferro, del legno, della lana e della pasta, inoltre si può assistere a dei balletti nelle stanze adibite al re Erode e imparare come all’ epoca si viveva la vita scolastica e religiosa. Tutto il percorso è accompagnato da canzoni natalizie sino alla capanna di Gesù per poi uscire su un cortile nel quale hanno allestito una bancarella di “pittule”, tipiche frittelle leccesi. A Neviano il presepe è stato realizzato nel centro storico, caratterizzato da stradine strette e da tipiche case antiche che sono state allestite per rappresentare i vari momenti del presepe, dalla lavorazione della pasta ai recinti con gli animali. Inoltre una casa in particolare rappresenta la vita di una famiglia di cento anni fa, infatti la cucina e la camera da letto sono nella stessa stanza e il letto è collocato per terra, privo di materasso. Questi piccoli paesini hanno saputo celebrare il momento solenne della nascita di Gesù e valorizzare anche le aree più antiche del paese, suscitando nell’ animo del visitatore un sentimento di riscoperta del proprio passato correlato all’ ammirazione di un passato ancor più remoto: la nascita del Salvatore, che ha dato inizio alla storia di tutti i cristiani.

Martina Ragone

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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