The circle: metteresti la tua vita on line per il lavoro dei tuoi sogni?

 

“The circle” è un film del 2017 scritto e diretto da James Ponsoldt: questa pellicola -adattamento cinematografico del romanzo “The Circle” di Eggers- è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 28 aprile 2017 ed in quelle italiane dal 27 aprile.

La trama è incentrata sulla storia di Mae Holland (Emma Watson), figlia unica in una famiglia abbastanza modesta e con il padre affetto da sclerosi multipla. Mae è inizialmente impiegata in un call center ed è quasi assuefatta dalla mediocrità in cui vive, sebbene voglia cercare il modo di sostenere economicamente il padre per le cure che gli sarebbero necessarie.

Grazie alla sua amica Annie, Mae si ritrova a sorpresa iscritta ad un colloquio per l’azienda prestigiosissima per cui la stessa Annie lavora.

Quest’azienda ha un potere che risulta essere inarrivabile per qualunque altra perché detiene il controllo su tutti i dati presenti nel web: costituisce, in altri termini, una sorta di sistematizzazione, di “reductio ad unum” di questi. L’obiettivo fondante è lo stringere gli uomini in una sorta di dimensione corale per cui si ha la possibilità di essere singoli solo nella misura in cui si è in comunità: la condivisione delle proprie esperienze diviene quindi il perno attorno a cui ruota il rapporto con altri esseri umani anche dall’altra parte del globo.

Si giunge infatti ad una situazione paradossale per cui abbracciare la propria vita sentendola bruciare solo sulla propria pelle è segno di egoismo: la felicità sembra essere effettiva solo se condivisa con altri membri del pianeta che, grazie al sistema sviluppato da “The Circle” avrebbero la possibilità di interporsi tra il soggetto che vive direttamente l’esperienza e quest’ultima, in modo da sentirsi come se stessero effettivamente vivendo quel momento.

La condivisione del vissuto dei singoli avviene in un duplice possibile modo: tramite impercettibili telecamere sparse in ogni angolo del pianeta dai membri di “The Circle” oppure impiantate su alcuni soggetti per loro scelta.

La stessa Mae, entusiasta per il suo quasi immediato immenso successo come dipendente di quest’agenzia, decide di farsi impiantare una piccola videocamera che possa immortalare in tempo reale ogni istante della sua vita: in questo modo si sveglia, lavora, va a feste mentre miliardi di persone la guardano e le scrivono commenti.

Lo stesso nome “The circle” sembra alludere tanto -in senso proprio- alla cerchia di dipendenti che, in quanto tali, controllano il web, riuscendo così a sorvegliare l’intera umanità quanto -in senso più metaforico- al circolo vizioso in cui questi membri dell’organizzazione inevitabilmente incappano, forzando il proprio io a divenire un individuo Cyborg, ossia per metà umano e per metà frutto della sviluppo della tecnica.

Altro scopo di “The Circle” è il controllo della criminalità: i suoi fondatori la ritengono quasi totalmente debellabile con questo sistema perchè credono che la consapevolezza degli esseri umani di essere osservati in qualunque momento sia un adeguato deterrente contro il compimento di atti illegali, La propria morale risulterebbe dunque così totalmente trasferita all’esterno, in un sistema che sembra essere la versione 2.0 del panottismo prospettato dall’utilitarista Bentham nel ‘700: se quest’ultimo ha infatti delineato un sistema di controllo delle fabbriche e delle carceri tramite una sorta di struttura circolare in cui il controllore è in grado di vigilare su tutti senza esser visto, allo stesso modo i fondatori di quest’organizzazione (uno dei quali è interpretato da Tom Hanks) si rendono invisibili al mondo non condividendo tutte le loro esperienze e i loro dati più personali e lasciando che invece siano i dipendenti -ridotti al rango di pedine di una macro struttura di controllo- a farlo.

 

Silvia Di Conno

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