Sisma, polemica sugli immigrati – Petrangolini (Regione Lazio): Chi soffre aiuta, la “brava ggente” s’indigna su Facebook

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Riportiamo alcune considerazioni della consigliera della Regione Lazio Teresa Petrangolini scritte sulla sua pagina di Facebook in merito alla stupida questione che ha accomunato i terremotati agli immigrati.

Dice la Petrangolini: “I 35€ non sono i soldi che finiscono nelle tasche dei migranti. Sono i soldi (provenienti in gran parte dal Fondo per i rifugiati dell’UE) che vengono destinati al centro di accoglienza per ogni immigrato ospitato (e non sono sempre 35€, di solito è meno). Con quei soldi il centro d’accoglienza si occupa di tutto: cibo, energia elettrica, acqua, medicinali, stipendi degli impiegati, eventuale affitto ecc ecc. In tasca ad ogni immigrato vanno circa 2.5€ al giorno. Il cosiddetto pocket money”.

In merito poi alla sistemazione negli alberghi la consigliera della Regione Lazio specifica che: “Gli immigrati sono accolti nei centri di accoglienza, non negli hotel. Quelli negli hotel sono una frazione minima del totale. E funziona così: il proprietario di un hotel, che magari si ritrova diverse stanze vuote, CHIEDE allo Stato di mandare gli immigrati anche nella propria struttura, facendosi corrispondere un totale di 35€ (circa) per ciascuno. Non è lo Stato che “li mette negli hotel”, quindi, sono gli hotel che fanno richiesta di ospitarli. E lo richiedono perché gli conviene”.

E’ sarcastica la conclusione della signora Petrangolini che definisce “geniacci” tutti coloro che in questi giorni si sono dilettati ad accomunare categorie di povera gente colpita sia pure in diverso modo dalla stessa cattiva sorte. 

Bisogna piuttosto sapere che mentre tanti “si danno da fare per il proprio paese” imbrattando migliaia di pagine web con post contro gli immigrati, i richiedenti asilo di Gioiosa Ionica hanno deciso di donare tutto il loro pocket money (ovvero 2.5€ a testa) in favore dei paesi colpiti dal terremoto.

Venti persone richiedenti asilo del GUS (Gruppo Umana Solidarietà) di Monteprandone (nelle Marche) sono partiti alla volta di Amandola, uno dei centri colpiti dal terremoto, per andare a dare una mano ai soccorsi.

La solidarietà vera non ha passaporto, né colore di pelle. “Chi ha conosciuto da vicino la sofferenza e il dolore, chi li ha guardati negli occhi, – conclude la consigliera Petrangolini – solitamente è il primo a correre quando si tratta di aiutare davvero chi soffre. Mentre la brava ggente, nel frattempo, si dedica ad indignarsi su Facebook”.

Antonio Curci

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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