Su Rai Uno “Natale in casa Cupiello” di Eduardo de Filippo, una reinterpretazione di De Angelis con Castellitto

Ieri, 22 dicembre, su Rai uno, è andato in onda in prima visione il capolavoro di Eduardo de Filippo Natale in casa Cupiello reinterpretato dal registaEdoardo De Angelis, prodotto da Picomedia in collaborazione con Rai Fiction. È un omaggio per il120° anniversario dalla nascita del celebre drammaturgo e poeta partenopeo e un’occasione per lo spettatore di entrare in quello spirito natalizio che quest’anno sembra mancare.

L’opera, scritta da Eduardo de Filippo nel 1931, narra, nell’arco di circa cinque giorni, delle turbolente vicissitudini di una famiglia che, Natale alle porte, si ritrova a fare i conti con una serie di incomprensioni e segreti che mettono a repentaglio il tradizionale clima natalizio nonché l’apparente equilibrio familiare.  

Il protagonista Luca Cupiello, in origine interpretato da Eduardo de Filippo, è stato impersonato da Sergio Castellitto nei panni di un capofamiglia che crede ancora nei valori di una volta e spera che tutti i conflitti possano risolversi in nome dell’amore e dell’unità familiare. Luca Cupiello è anche l’unico ad impegnarsi meticolosamente nella realizzazione del presepe, che piace solo a lui perché lì ognuno ha il suo posto, mentre gli altri membri della famiglia vogliono cambiare posizione ed essere liberi. Il presepe diviene simbolo di una felicità ormai messa in discussione, infatti non sono poche le volte in cui il capolavoro rischia di essere distrutto durante le liti familiari. La moglie Concetta Cupiello, pragmatica e diretta, è stata impersonata dalla bravissima Marina Confalone che aveva già avuto l’opportunità di vedere da vicino l’interpretazione di Pupella Maggio nella versione del 1977. Concetta, che ha il vizio dell’alcol, è l’opposto di suo marito, pensa sempre che tutto si possa risolvere con la concretezza, ma, in questa occasione, si renderà conto che non è sempre l’arma più efficace.

Ninuccia Cupiello, interpretata da Pina Turco, bellissima primogenita di Luca e Concetta, è colei che rovina il cenone della Vigilia di Natale, scatenando un forte litigio che porterà ad un malore fatale per il padre. Intrappolata in un matrimonio infelice con Nicolino Percuoto (Antonio Milo), un ricco commerciante, ama segretamente da sempre Vittorio Elia (Alessio Capece) e decide di lasciare il marito con una lettera in cui confessa tutto. Alla cena, per una serie di equivoci, si ritrovano i due rivali in amore che poi si scontreranno apertamente. Un altro personaggio emblematico è Tommasino Cupiello, ben interpretato da Adriano Pantaleo che veste perfettamente i panni del giovane un po’ sciocco e scapestrato. Tommasino è il secondogenito di Luca e Concetta che non vuole mai crescere e responsabilizzarsi trovando un lavoro, ma continua a vivere a spese della famiglia. Infine Pasquale Cupiello, impersonato da Tony Laudadio, è fratello di Luca e suo coinquilino, in perenne conflitto con Tommasino; particolare è la scena della lettera di Natale, in cui il nipote non lo cita nella nota della salute e questo scatena un putiferio che porta addirittura ad un lancio di piatti.

È stata una bella impresa affrontare una nuova interpretazione di questa celebre commedia di Eduardo de Filippo, dopo due trasposizioni cinematografiche nel 1962 e nel 1977 con regia dello stesso Eduardo. «Natale in casa Cupiello è una tragedia che fa ridere», ha spiegato il regista De Angelis, il quale dichiara anche che hanno deciso di collocare il presente adattamento nel 1950, nell’immediato dopoguerra, in un anno sospeso tra la guerra e il benessere, proprio come il 2020, un anno in bilico tra distruzione e ricostruzione.

Le riprese cinematografiche sono state in tempo record: sono durate infatti solo cinque settimane, tra agosto e settembre 2020, in un appartamento di via dei Tribunali a Napoli con poche scene esterne, in Piazza Sforza, di fianco all’obelisco di San Gennaro.

Una reinterpretazione che ha visto pareri discordanti: da un lato i “puristi” del primo Eduardo hanno dichiarato che questo aggiornamento non è stato all’altezza dell’originale, soprattutto perché non si tratta di una copia fedelissima, quanto piuttosto di una rilettura più cupa e intimista rispetto al tono farsesco, sul filo tra dramma e commedia, tipico della poetica eduardiana. Sono presenti anche alcune divergenze dal punto di vista scenico, come l’introduzione di un ambiente esterno, a differenza dell’originale di Eduardo ambientato tutto in due stanze, la stanza da letto e quella da pranzo. Inoltre il protagonista è l’unico non napoletano del gruppo e si pone in tono più infuriato rispetto all’interpretazione più pacata di Eduardo. Nonostante le divergenze, molti ritengono che la reinterpretazione di de Angelis sia originale e abbia reso efficacemente sentimenti e temi dell’opera primigenia che ci toccano da vicino, soprattutto in un anno che ha visto tante difficoltà come il 2020.

Martina Ragone

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