Su Rai uno il 3 gennaio il film: “Chiara Lubich. L’amore vince tutto”

Il 3 gennaio, su Rai uno, è andato in onda, in prima visione, il film “Chiara Lubich. L’amore vince tutto” che parla della fondatrice del Movimento dei Focolari, realizzato in occasione del Centenario della nascita di Chiara Lubich a Trento, il 22 gennaio 1920. il film è una coproduzione Rai Fiction – Eliseo Multimedia, con regista Giacomo Campiotti, in collaborazione con Trentino Film Commission e con il sostegno della Fondazione Museo Storico del Trentino.

Il produttore del film, Luca Barbareschi, ha deciso di rappresentare una parte della vita di Chiara, ovvero quella dalla scoperta della sua vocazione fino all’approvazione del Movimento. Tutto ha inizio nella città di Trento, durante la Seconda guerra mondiale. Chiara (impersonata da Cristiana Capotondi) è una maestra di scuola elementare e un giorno deve interrompere la sua lezione per condurre i bambini in un rifugio antiaereo. Nel dolore della distruzione Chiara si ferma dinanzi alla statua della Madonna e capisce che Dio è l’unico che non può essere davvero distrutto. Decide, quindi, di vivere il Vangelo con un’unica missione: fare in modo “che tutti siano uno”. Per iniziare questo percorso Chiara si consacra a Dio, pur non diventando una suora, cosa che all’epoca era impensabile. Inizia a leggere il Vangelo senza l’ausilio di un prete insieme ad alcune sue amiche (Ines, Giosy, Graziella, Natalia e Dori) e questo scatena la reazione dei benpensanti e dell’ambiente cattolico della sua città. Tra i contrari vi è il padre di Ines, un gerarca fascista che ha minacciato di morte Gino (Eugenio Franceschini), il fratello di Chiara, comunista. Mentre tutti si rifugiano in montagna a causa dei bombardamenti, Chiara decide di rimanere a Trento, separandosi dalla sua famiglia, per aiutare chi ha più bisogno. Si ritrova così con le sue amiche e decidono di andare a vivere insieme in un appartamento, altra scelta che susciterà scalpore. Da quel momento in poi si occupano indistintamente di tutti coloro che hanno bisogno: danno da mangiare ai più poveri, nascondono dissidenti politici, tengono anche discorsi per divulgare l’importanza dell’amore e della fratellanza. Con il tempo si consoliderà il primo focolare, il nucleo iniziale attorno al quale si svilupperà il movimento che prenderà il nome di “Movimento dei focolari”, che ha come obiettivo l’amore e la fratellanza universale. La vera sfida inizia nel post-guerra, quando Chiara cerca il riconoscimento del gruppo che si era rafforzato durante la guerra. Si reca quindi dal vescovo di Trento, Carlo De Ferrari, che, lodandola per l’operato, afferma «Qui c’è il dito di Dio, andate avanti», ma è necessaria l’approvazione da Roma. Per questa approvazione ci vorrà più di un decennio, infatti nel 1951 il Sant’Uffizio inizia un lungo studio e confronto con la stessa Chiara, criticando puntualmente alcune sue azioni, come il fatto che non avesse alla base degli studi teologici; che si fosse consacrata a Dio senza diventare una suora; che considerasse fratelli anche persone che professano altre religioni. In questo periodo di sospensione Chiara vive una grande prova interiore che terminerà nel 1962 con la prima approvazione pontificia “ad experimentum”, confermata poi nel 1964 da papa Paolo VI, con il compromesso che Chiara si dimetta da capo del movimento, ulteriore prova molto dolorosa, ma che la donna affronta con audacia. Da quel momento in poi Chiara continuerà a far crescere il movimento fino alla sua morte avvenuta nel 2008: contribuirà al riavvicinamento tra la chiesa cattolica e quella ortodossa; è stata la prima donna bianca non musulmana a parlare nella moschea di Harlem a New York; da donna cattolica è stata chiamata a parlare a migliaia di monaci buddisti in Giappone e Tailandia; ha costruito relazioni profonde con il mondo induista e islamico. Oggi il Movimento è diffuso in 180 Paesi del mondo con la speranza di realizzare il sogno di Chiara.

Un film ben riuscito, a partire dalla performance di Cristiana Capotondi che impersona una donna pratica, curiosa, carismatica, di grande intelligenza, priva di pregiudizi nei confronti degli altri, molto tenace. Il messaggio trasmesso in questo film può essere riletto nel mondo di oggi in cui prevale l’egoismo e si avrebbe bisogno di uno sguardo di fratellanza e di amore incondizionato verso il prossimo. Inoltre, il periodo storico rappresentato, la Seconda guerra mondiale, può essere accostato, seppur con notevoli differenze, alle difficoltà che stiamo vivendo noi oggi, durante il periodo del Covid, in cui siamo quotidianamente chiamati a metterci in discussione, a rivalutare quello che abbiamo come una ricchezza rara e ad impegnarci, nel nostro piccolo, nel ristabilire dei legami autentici. Ecco che quindi la vita e il messaggio di Chiara diventano qualcosa di molto attuale, che parla indistintamente alla vita di tutti noi.

Martina Ragone

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