Storia di un Asperger che non sapeva di esserlo

Novità collana Io sento diverso: Anni senza capir l’antifona di Giorgio Gazzolo

Anni senza capir l'antifona. Storia di un Asperger che non sapeva di esserloLa collana Io sento diverso, dedicata a una visione diversa del mondo dell’autismo, aggiunge una novità ai suoi titoli: Anni senza capir l’antifona. Storia di un Asperger che non sapeva di esserlo, di Giorgio Gazzolo, un racconto all’apparenza surreale capace di offrire un nuovo prezioso contributo alla conoscenza dei soggetti «Aspie».

Mario è un settantenne come tanti, ha famiglia, è in pensione, unico problema soffre spesso di forti mal di testa. Finalmente decide di prenotare una visita specialistica. Il medico non riscontra malattie o altri disturbi responsabili del dolore, la sua diagnosi va ben oltre: Mario ha la sindrome di Asperger, un disturbo pervasivo dello sviluppo che si caratterizza per una persistente compromissione delle interazioni sociali e schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati.

Inizia così un racconto coinvolgente incentrato sul bisogno di Mario di affrontare una sofferenza celata per troppo tempo, la necessità di sistemare una parte della vita lasciata in sospeso.

Dicono che chi è stato investito da una macchina, o ha subìto un incidente molto grave, se sopravvive, si percepisce diverso, nuovo, rinnovato dallo sconvolgente trauma. All’età di 67 anni sono stato investito da una possente parola: «Asperger», che mi ha centrato in pieno. Avverto nebulosamente non tanto di sentirmi diverso, quanto del fatto che ho una nuova via da percorrere. Il che mi dà forza.

Mario ripercorre così la sua vita, analizza le difficoltà che ha incontrato in passato, soprattutto nelle relazioni con gli altri, e la fiducia e l’ingenuità tipiche di un Asperger spesso ricambiate nel peggiore dei modi. Mario accompagna il lettore nella sua lotta interiore per diventare un uomo più consapevole, in uno scontro senza esclusione di colpi tra psicanalisi e chirurgia estetica. Una lettura intensa che contrappone momenti assolutamente drammatici (nei quali il non «capire l’antifona» può segnare per anni l’esistenza di un individuo) a episodi più leggeri e divertenti.

Non basta ciò che è accaduto; non basta leggere libri sulla Sindrome, occorre rinnovarsi, rifarsi; mi serve un nuovo aspetto da mostrare a chi mi viene incontro.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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