“Split: le 23 personalità di  Kevin Wendell Crumb”

Il film “Split”, scritto e diretto da  M. Night Shyamalan, è uscito nelle sale cinematografiche italiane il 26 gennaio 2017. Il protagonista Kevin (James Mc Avoy) è affetto da un disturbo dissociativo d’identità conseguente ad abusi da parte dei genitori di cui egli è stato vittima da bambino. La sua patologia ha un carattere peculiare rispetto alla schizofrenia: le personalità di Kevin, infatti, sono consapevoli della reciproca esistenza. Differentemente dai classici sintomi propri della schizofrenia, infatti, il disturbo di Kevin è tale da fargli mantenere un filo di continuità tra i modi di essere e le azioni dei vari personaggi che lo abitano.

Ogni personalità ha diverse passioni, fobie, conoscenze e abilità rispetto alle altre : ogni io sa per esempio parlare lingue e fare cose che un’altra identità non sa fare perché ogni soggetto sviluppa fino ad un limite esasperato le conoscenze base di Kevin.

Nel corso degli anni Kevin è stato curato ed egli sembra essere stabile: tutte le sue personalità stanno sedute nella stanza, in attesa del loro turno per venire alla luce, ossia per acquisire il controllo delle azioni. “Barry” è la personalità dominante perché decide chi può prendere il controllo tra i vari io che abitano Kevin: essa, infatti, in seguito alla terapia psichiatrica, è stata educata ad escludere dalla zona di luce le personalità pericolose come “Dennis” e “Patricia”, il primo perché ama guardare le ragazze che ballano nude e ha disturbi di carattere ossessivo-compulsivo e la seconda perché è sua alleata.

La situazione psichica di Kevin, però, peggiora nuovamente: all’esterno “Dennis” si finge “Barry” e partecipa a una seduta con la psichiatra Fletcher che nota delle discrepanze nel suo comportamento e subito si rende conto che “Dennis” e “Patricia” hanno soppiantato “Barry” come personalità dominante.

Kevin, infatti, in seguito al suo peggioramento, dominato dalla personalità di Dennis, rapisce tre adolescenti, Claire, Marcia e Casey per tenerle prigioniere in una cantina, in modo che possano divenire nutrimento adeguato per la personalità che promette di emergere (la ventiquattresima), denominata “bestia” da Dennis e Patricia. Altra personalità che si manifesta spesso è un bambino dal nome Hedwig: balbuziente, insicuro e amante della musica pop, fa amicizia con Casey ma non la aiuta a scappare perché teme la reazione di Dennis e Patricia.

L’io che promette di emergere è chiamato “bestia” per il suo aspetto ibrido tra uomo e animale mostruoso che sopravvive alimentandosi di violenza contro l’umanità per riscattare i mali che Kevin ha subito da piccolo: la bestia ha caratteristiche sovrumane che la rendono inattaccabile, come ad esempio la pelle più spessa e la capacità di arrampicarsi sulle pareti. Il suo progetto è liberare il mondo dagli ”Impuri”, ossia coloro che non hanno mai vissuto nella misura in cui non hanno mai davvero sofferto: Dennis ha infatti rapito le tre ragazze proprio perché le ha ritenute solo sfiorate e non davvero attraversate da un’aura chiamata vita la cui invisibilità è direttamente proporzionale alla sua capacità di essere percepita.

La psichiatra è a conoscenza di questa personalità e delle sue caratteristiche, ma la ritiene solo potenziale: non crede infatti che sia possibile che un io diverso possa effettivamente portare ad un tale stravolgimento fisico anche se, di fatto, la dottoressa sa bene che ad ogni identità corrispondono diversi caratteri a livello fisiologico; ad esempio una personalità può avere allergie che un’altra non ha.

Gli studi della dottoressa vertono attorno alla possibilità di scoprire potenzialità inesplorate negli esseri umani: vuol comprendere se una situazione patologica possa essere la chiave per far luce sulle infinite possibilità della mente umana e se l’identità non sia altro che una convenzionale costruzione.

La dottoressa Fletcher si allarma per un gran numero di e-mail di aiuto ricevute da Barry, così si precipita a casa di Kevin, si rende quindi conto che è lui il responsabile dei rapimenti e cerca invano di salvare le ragazze.

La Bestia procederà infatti nella sua lotta contro l’umanità di cui le sue prigioniere rappresentano una sorta di sinneddoche, ossia una parte che vale per la totalità degli impuri: solo i puri come Casey saranno risparmiati. La ragazza da piccola ha infatti subito violenze di cui porta ancora le cicatrici: la bestia, vedendole, comprende la sua diversità rispetto agli altri mortali e la lascia vivere.

Strazianti sono i flashbacks in parallelo di Kevin e di Casey: immagini di violenze e torture inflitte al primo dai genitori e alla seconda dallo zio. Due solitudini destinate a rimanere incomunicabili non solo agli altri, ma anche a loro stesse: il primo perché schiavo dell’irriducibile eterogeneità delle sue identità e del suo rancore contro gli “impuri” e la seconda perché chiusa in una bolla d’aria che la isola dal mondo privandola del coraggio di intraprendere relazioni sociali e quindi della possibilità di vivere se stessa negli altri e tramite loro.

 

Silvia Di Conno

 

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