Volte e soffitti dipinti di Roma moderna. Pietro da Cortona a Palazzo Barberini

Il_trionfo_della_Divina_Provvidenza,Palazzo_BarberiniPrudenza insegna che è bene guardare dove si mettono i piedi, ma a Roma anche girare col naso per aria riserva delle meravigliose sorprese. Tra queste, ai primi posti, c’è sicuramente la decorazione della volta del Salone di Palazzo Barberini alle Quattro Fontane (dal 1893 Galleria Nazionale d’Arte Antica).
Autore dell’opera fu il toscano Pietro Berrettini da Cortona (1596-1669), giunto giovanissimo in città e richiamato qui, come molti altri suoi colleghi e viaggiatori, da quella civiltà antica eppur sempre avvertita come insuperata. Gli ci vollero diversi anni (1633-39) per portare a termine l’onorevole compito affidatogli da Papa Urbano VIII, al secolo Maffeo Barberini, ma quanto possiamo ammirare noi oggi è uno tra i migliori esempi di decorazioni pittoriche delle volte di palazzi nobiliari e chiese romane, sulla scia della Cappella Sistina michelangiolesca, di Raffaello della Loggia di Villa Farnesina, dei Carracci nella Galleria Farnese. Il Trionfo della Divina Provvidenza qui riprodotto, il cui soggetto fu ideato da Francesco Bracciolini, poeta vicino al pontefice, è il momento più alto della produzione artistica del Berrettini che realizza una grandiosa macchina scenica del Barocco romano. Finta la cornice architettonica di marmo, finte le bianche statue e i medaglioni in bronzo; al contrario sono immaginati come fossero veri il cielo, le nuvole, la luce diffusa e le diverse figure allegoriche e mitologiche che animano lo spazio racchiuso dalla cornice dipinta. Il fulcro della composizione è dato dalla figura della Divina Provvidenza circondata da una luce dorata, al cospetto della quale le personificazioni delle virtù teologali – Fede, Speranza e Carità – conducono le enormi api d’oro dello stemma della famiglia Barberini, cinte di una corona d’alloro. Quest’ultimo elemento insieme con le chiavi di San Pietro e la tiara papale, retti rispettivamente dalle personificazioni della Gloria e della città di Roma, mettono in scena un colloquio tra sacro e profano, tra terreno e divino, che vuole celebrare la Divina Provvidenza e il suo agire tramite il papato e precisamente attraverso quello di Papa Urbano VIII Barberini. In sostanza, un’esaltazione visiva della famiglia del pontefice che lì risiedeva.
Attualmente il Salone del Palazzo presenta le pareti rivestite di un prezioso tessuto in lampazzo dorato, una scelta d’allestimento che richiama l’uso seicentesco di “vestire” i palazzi con tessuti di varia fattura o cuoio lavorato, detto corame (è il caso quest’ultimo del Palazzo Barberini nel Seicento), con l’intento di ricreare l’ambiente fastoso dell’epoca di Pietro da Cortona e Papa Urbano VIII.

 

Sito ufficiale: http://galleriabarberini.beniculturali.it/

Claudia Pruner

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