Siria, un gruppo armato anti Assad decapita un bimbo di 12 anni

bimbo dec

Non ci sono parole e ci riesce anche difficile riportare la notizia, ma il diritto-dovere di cronaca lo impone.

Ad Handarat, a nord di Aleppo, luogo in cui da mesi accadono violenti scontri,  un gruppo armato anti Assad, avrebbe commesso un crimine atroce, decapitando un bambino di soli 12 anni accusato di essere un palestinese filo governativo.

A riferirlo è stata la Bbc, che cita un video della macabra esecuzione che da ieri circola in rete (noi de Il Messaggero Italiano abbiamo deciso di non mostrare, ndr).

Nelle immagini si vedono 5 uomini accanto ad un bambino terrorizzato nella parte posteriore di un pick-up. La scena è drammatica: i ribelli dopo aver accusato il ragazzino di combattere con una fazione palestinese filoregime lo condannano a morte. Uno dei 5 aguzzini tenendo il bambino per i capelli gli stacca la testa con un coltello.

Il gruppo armato islamista ha condannato l’episodio dichiarandolo “errore individuale” e, prendendo le distanze da quell’orribile decapitazione, ha confermato il suo impegno a rispettare i diritti umani.

Immediato è stato il commento di Philip Luther, direttore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International: “Questo terribile filmato ci dice che alcuni membri armati di opposizione sono davvero piombati negli abissi della depravazione”.

Il dirigente di Amnesty ha chiesto alle parti in guerra che “tutti i prigionieri, compresi i combattenti catturati, devono essere trattati con umanità e questo vale soprattutto per i bambini”.

Ogni ulteriore commento è superfluo.

 

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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