Siena, al Teatro dei Rinnovati “La scuola” con Silvio Orlando

Venerdì 17, sabato 18 e domenica 19 marzo al Teatro dei Rinnovati a Siena è stato messo in scena lo spettacolo di Silvio Orlando “La scuola”, dal testo di Domenico Starnone, con la collaborazione alla regia di Daniele Luchetti.
Il gruppo di attori, nonché il corpo docente composto da Vittoria Belvedere, Vittorio Ciorcalo, Roberto Citran, Roberto Nobile, Antonio Petrocelli e Maria Laura Rondanini, ha saputo ben rappresentare l’ambiente scolastico con i suoi pregi e difetti.
E’ messo in scena un parodico e dissacrante scrutinio della classe IV D di un istituto tecnico alla periferia di Roma. Nel primo tempo dello spettacolo, i docenti si preparano a questa riunione, facendo le ultime medie aritmetiche dei voti e discutendo in merito alla gita e alle varie disfunzioni scolastiche. Pian piano appaiono sulla scena gli attori caratterizzati da diverse personalità: la precisa professoressa di ragioneria Baccalauro, sempre dalla parte dei ragazzi; l’appassionato e sognatore Cozzolino docente di lettere; la scapestrata e maligna professoressa di storia dell’arte con le sue innumerevoli classi da seguire; il docente di religione caratterizzato da una poca familiarità con l’acqua e la pulizia; Mortillaro, insegnante di francese ubriacone e reazionario, convinto che “c’è chi è nato per zappare e chi per studiare” e il prof. Cirotta, doppiolavorista in un impresa di impianti di riscaldamento, interessato solo a sedurre le povere ragazzine. Infine emerge la figura del preside, rigoroso e molto attento al decoro, ma allo stesso tempo ignaro di molti particolari della vita scolastica, per esempio quelli inerenti all’annuale viaggio di istruzione, in cui ne succedono “di tutti i colori”.
Nel secondo tempo prende vita lo scrutinio vero e proprio. C’è chi viene promosso senza debiti immeritatamente, chi ha più debiti del dovuto, chi passa in quinta solo perché è il figlio di un noto professore e poi c’è il povero Cardini che monopolizzerà la scena causando un lunghissimo dibattito e sconvolgimento tra tutti gli insegnanti. Cardini è il tipico ragazzo totalmente svogliato, chiuso nel suo mutismo per la difficile situazione familiare, ma con una gran fantasia. E’ difeso e ammirato dall’insegnante di italiano il quale ostinatamente vuole difendere la sua creatività nel “fare la mosca” ed esibire così l’alterità di ritrovarsi in un corpo diverso sentendosi al contempo libero e prigioniero. Tuttavia, dopo ampi battibecchi, il ragazzo viene bocciato per inadempienza allo studio.
Uno spettacolo caratterizzato dall’alternarsi vivace di scene paradossali in un’aula professori trasposta in palestra che rende in maniera efficace il disagio della scuola, del difficile ruolo dell’insegnante eletto quasi a ruolo di giudice, ma che in realtà dovrebbe educare l’anima di ogni singolo ragazzo che incontra. Tra scambi di battute, risse tra docenti e voli di mosca, lo spettatore non può fare a meno di trattenere un sorriso liberatorio ma anche consapevole.
Il capolavoro, tratto dal testo di Domenico Starnone, trasposto per la prima volta nel 1992 a teatro con il titolo di “Sottobanco” e poi nel in veste cinematografica nel 1995, ha coinvolto ragazzi che si sono riconosciuti in questo mondo, ma anche adulti, consapevoli dello scarto tra i loro tempi e il futuro in avvenire.
Martina Ragone

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