E se fosse solo una questione di buona educazione?

kids_soccer_middle_fingerQuante volte nella vita di tutti  i giorni sentiamo sbraitare qualcuno con frasi del tipo: “Lei è un gran maleducato!” o, ancor peggio, sussurrare a denti stretti da persone schifate o inviperite: “Quanta maleducazione che c’è in giro!”.

La “buona educazione”, questa grande assente, la cui mancanza rende la nostra società e di conseguenza le nostre vite parecchio inquinate.

Un tempo i nostri genitori ci insegnavano le buone maniere sin da piccoli, con semplici accortezze come il portare rispetto alle persone più grandi, il saper stare a tavola, o ancora, non recare disturbo agli altri nei luoghi comuni e non rivolgersi ad alcuno con frasi volgari o comunque sconvenienti.

Non è difficile purtroppo oggigiorno imbattersi in persone (spesso anche giovani) che con arroganza e strafottenza mandano il prossimo letteralmente “a quel paese”. E non mancano (per dirla proprio tutta) anche quelle persone che dall’alto della propria posizione sociale, fanno i furbetti ai danni della gente semplice. Anche una situazione come questa è indice di maleducazione.

Ho assistito giorni fa ad una scena in cui una “dottoressa”, infischiandosene di decine di persone in fila ad uno sportello pubblico, entrando dal retro dell’ufficio, ha espletato una serie di pratiche bloccando di fatto lo sportello per quasi un’ora, salvo poi zittire con arroganza e supponenza quei cittadini che invece le facevano notare che quel suo atteggiamento era lesivo dei bisogni e degli interessi di tutti.

La maleducazione regna sovrana un po’ ovunque: dal volante agli uffici pubblici, dal parco al mare, dalla tavola alla scuola, ecc.

Per non parlare poi dei tanti possessori di cani che in barba alla pulizia delle strade e alla salute pubblica, non raccolgono i bisogni del proprio animale. Poi ci sono quelli che fischiettano nei luoghi pubblici, che si scaccolano in presenza di altre persone o che parlano ad alta voce al cellulare o producono schiamazzi addirittura nelle ore riservate al riposo. Giusto un cenno a quelli che parcheggiano l’automobile sulle strisce pedonali o ancor peggio davanti agli scivoli riservati ai diversamente abili

Davvero siamo alla fiera degli orrori. L’elenco degli episodi di maleducazione potrebbe continuare ad libitum. Il senso del vivere insieme è andato smarrito, cedendo il posto all’egoismo e all’egocentrismo.

Comprendiamo tutti che si dovrebbe tornare alle buone maniere praticandole e insegnandole ai bambini. I piccoli emulano i loro genitori; una cattiva testimonianza produce cattivi testimoni. Un genitore che si rivolge agli altri in modo gentile, ben educato e rispettoso, induce in modo indiretto anche i propri figli al ben vivere.

Bisogna tornare ad impartire ai bambini, con simpatia, ma anche con determinazione, un sistema di regole semplici ed efficaci che consentano anche ai piccoli di iniziare sin dalla tenera età a vivere in modo sano e rispettoso dell’ambiente circostante e degli altri.

Essere persone educate aiuta a vivere meglio. Anzi, il sapersi comportare bene dovrebbe tornare di moda, al fine di emarginare i prevaricatori e gli arroganti.

La maleducazione rende la vita più arida, l’indifferenza verso gli altri produce una società insensibile. I piccoli gesti quotidiani come la gentilezza, l’altruismo, il rispetto, se praticati da tutti, rendono il nostro ambiente armonico e piacevolmente vivibile.

Antonio Curci

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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