Se avvistate plastica in mare segnalatela a Greenpeace

Il servizio si chiama Plastic Radar. Basta inviare, attraverso whatsapp, al numero 342-3711267, una foto con le coordinate satellitari del luogo.

La cittadinanza attiva, che dovrebbe coinvolgere ogni persona che vive nel nostro pianeta, non può non passare attraverso la partecipazione a questa sfida lanciata da Greenpeace. Non ci vuole poi molto: basta fotografare i rifiuti di plastica che galleggiano e che rappresentano la vera minaccia a tutto l’ecosistema marino. E’ noto che la plastica abbandonata in mare finisce poi per essere ingerita dai pesci e finire quindi nella catena alimentare, decretando poi per l’uomo malattie terribili. Ma questo è solo uno dei tantissimi problemi che derivano da una sconsiderata ed incivile condotta che vede purtroppo tantissimi non-cittadini abbandonare troppo a buon mercato di rifiuti di plastica ovunque.

Plastic Radar, il servizio lanciato da Greenpeace, intende anche alimentare quello che viene definito il “turismo attivo”. E’ semplice. Basta utilizzare Whatsapp, inviando al numero 342-3711267, la fotografia del rifiuto di plastica galleggiante unitamente alle coordinate del luogo in cui si trova. E’ preferibile segnalare anche il marchio e il tipo di plastica, per consentire all’organizzazione verde di poter aggregare in tempo reale questi dati sul sito plasticradar.greenpeace.it. In tal modo è possibile, grazie a particolarissimi algoritmi, avere un quadro generale del problema e capire le tipologie di imballaggi, i tipi di plastica, le aziende più virtuose e quelle meno e in ultimo lo stato di salute dei nostri mari.

Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna inquinamento di Greenpeace Italia, ha dichiarato:

Con questa iniziativa invitiamo tutti gli amanti del mare a non rassegnarsi a convivere con la presenza di rifiuti in plastica, ma ad accendere i riflettori su questo grave inquinamento che rappresenta una delle emergenze ambientali più gravi dei nostri tempi. Se vogliamo fermare l’inquinamento da plastica nei nostri mari, è necessario che le grandi aziende affrontino concretamente le loro responsabilità, in particolare riguardo la plastica monouso, avviando immediatamente programmi che riducano drasticamente il ricorso all’utilizzo di imballaggi e contenitori in plastica usa e getta.

Antonio Curci

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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