Santi e martiri secondo l’Arte: San Luca evangelista

San Luca dipinge la VergineNella mano destra il pennello, nella sinistra il colore in cui intingerlo, San Luca è perso nella contemplazione del volto di Maria e del Bambino, un’apparizione divina a giudicare dall’evanescenza delle due figure. Mentre li fissa assorto, la mano si muove lesta sulla tela nel cavalletto e qui da forma e colore al loro ritratto. Alle spalle dell’Evangelista, il toro alato del tetramorfo, uno degli esseri viventi dell’Apocalisse e consueto attributo del santo. Nella stanza con loro un’altra persona ancora: è Raffaello, colui che è considerato l’autore di quest’opera.
Il San Luca dipinge la Vergine, conservato all’Accademia Nazionale di San Luca di Roma, proviene dalla chiesa dei SS. Luca e Martina e a lungo fu creduta opera di Raffaello, ma tale attribuzione non è certa e non lo è nemmeno la data di arrivo in Accademia di San Luca. Tuttavia la pala, dipinta in origine ad olio su tavola e oggi trasportata su tela, divenne presto simbolo dell’Accademia stessa (di cui Raffaello era il modello dei modelli e la cui presenza nel quadro è così giustificata) e ne fu commissionata persino una copia al pittore Antiveduto Gramatica (1571-1626), poiché l’originale andava rovinandosi a causa dell’umidità della sua locazione, anche se dalle fonti risulta persino l’intenzione di vendere quest’ultima per ricavare fondi di costruzione per la nuova chiesa degli accademici (rendendo quindi necessaria una sua copia).
San Luca visse nel I secolo d.C. e non conobbe Gesù se non attraverso i racconti degli apostoli e di chi lo incontrò personalmente: tra questi si ipotizza ci fosse la Vergine Maria, a spiegazione del fatto che il terzo Vangelo di cui Luca è autore narra storie sull’infanzia di Gesù in maniera tanto dettagliata da far pensare quantomeno alla sua conoscenza della santa madre. Per questo e per la sua capacità di acuto osservatore, che emerge dagli Atti degli apostoli scritti di suo pugno, venne creduto pittore e soprattutto primo ritrattista della Vergine, credenza che diede avvio all’iconografia del santo artista all’opera; ma Luca, che fece parte della comunità cristiana di Antiochia e conobbe personalmente San Paolo, era in realtà un medico e in origine un pagano poi convertitosi al cristianesimo. Egli possedeva dunque una buona cultura, scriveva in greco fluentemente e ciò è ravvisabile nella qualità di stile del suo Vangelo. Viaggiò molto e a lungo, morendo in età avanzata e venendo sepolto forse a Tebe. Da qui le sue reliquie giunsero a Costantinopoli, nella Basilica dei SS. Apostoli, successivamente a Padova nella Basilica di Santa Giustina dove ancora oggi si trovano, con l’eccezione della testa (in parte a Praga, in parte in Vaticano) e di una costola (Tebe).
Protettore dei medici e dei chirurghi, lo è anche degli artisti, dei miniaturisti e indoratori. Viene festeggiato dalla Chiesa cattolica il 18 ottobre.

 

Claudia Pruner

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