Saggio finale della classe di esercitazioni orchestrali presso la Cattedrale di Bari

Giovedì 15 giugno alle ore 20.30, presso la Cattedrale metropolitana di s. Sabino di Bari si è svolto il saggio finale della classe di esercitazioni orchestrali del conservatorio di musica “Niccolò Piccinni”.

Il gruppo, diretto da Estévan Velardi, ha presentato un brillante repertorio sull’artista tedesco Ludwig van Beethoven.
La prima esecuzione è stata “La vittoria di Wellington”, ovvero “La battaglia di Vittoria”, op. 91. Questo brano, eseguito per la prima volta a Vienna nella Sala dell’università l’8 dicembre 1813, è stato dedicato al principe reggente Giorgio d’Inghilterra, anche se inizialmente la musica era stata ideata per il Panharmonicon, uno strumento meccanico, in grado di riprodurre il suono di archi, fiati e strumenti a percussione, inventato da Johann Nepomuk Malzel. Nella prima parte si descrive la battaglia, in particolare la marcia ritmata, con un forte rullo di tamburi e squilli di tromba che rappresentano l’esercito inglese e l’ausilio di strumenti particolari quali il triangolo, a cui seguono altri rulli di tamburi e squilli, la risposta dell’esercito francese. Nella seconda parte, invece, si descrive la vittoria con una sinfonia di trionfo. All’inizio un tema irruente lascia spazio ad una marcia non troppo variata con apparizione del tema “God save the King”. L’orchestra giovanile è stata molto brillante nell’esecuzione, rendendo bene il suono impetuoso e il ritmo ben scandito tipico di una battaglia, con i rispettivi colpi di scena dovuti ai cambi armonici e al repentino passaggio dal forte al piano.
La seconda esecuzione è stata la famosa Sinfonia n.3 in mi bemolle maggiore, op. 55, definita “Eroica”. Il brano, eseguito per la prima volta a Vienna nel Theater an der Wien, il 7 aprile 1805, fu dedicata al principe Max von Lobkowitz. Beethoven avrebbe fatto riferimento alla figura di Napoleone Bonaparte, ispiratore della sinfonia, anche se permangono dubbi, in quanto la partitura non fa esplicita menzione di questo storico comandante politico e militare. Ciò potrebbe essere dovuto all’avvento della guerra franco-austriaca del 1805 che indusse Beethoven a far prevalere i sentimenti patriottici su quelli rivoluzionari. Ed è proprio al genere sinfonico che l’autore affida i suoi ideali, svincolandolo dal fine del puro intrattenimento. Il brano doveva parlare di un eroe portatore di nuovi valori, per questo l’autore presenta delle novità anche dal punto di vista musicale: una lunghezza maggiore rispetto alle partiture fino ad allora scritte, il ruolo insolito dei fiati in funzione di sostegno armonico, la non contrapposizione dei due temi principali, come nella classica forma sonata, ma una geminazione delle idee tematiche le une dalle altre e infine l’inusitata preminenza del corno. La sinfonia si compone di quattro parti: Allegro con brio; Marcia funebre che richiama alle tante marce rivoluzionarie della musica francese; Scherzo. Allegro vivace e infine Allegro molto.
Anche in questo caso l’orchestra giovanile si è ben coordinata tra le varie parti e ha reso bene l’impotenza e la profondità di valori che l’autore ha voluto trasmettere, evidenziando i contrasti tra le sezioni della sinfonia e trasportando l’ascoltatore nel clima irruento degli anni della Rivoluzione francese e dell’avvento di Napoleone, che ha cambiato gli assetti istituzionali e geografici dell’intera Europa.
Una serata molto interessante, all’insegna della bellezza dell’arte e della promozione di giovani brillanti talenti in un contesto molto suggestivo, quale quello della luminosa cattedrale di Bari.

Martina Ragone

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