“Stabilire regole è facile, governare è difficile” (Johann Wolfgang von Goethe)

GoetheLa famosa massima di Goethe appare quanto mai attuale e applicabile ai nostri giorni. E’ come stabilire la differenza fra un capetto e un vero leader.

Essere un capo d’azienda o guidare un gruppo di lavoro o occuparsi della gestione della Cosa Pubblica non significa automaticamente essere una guida per il team di lavoro o per il Paese verso il quale si esplica il proprio servizio.

Essere al servizio è il presupposto del vero leader, avere gli altri al proprio servizio è il fine ultimo di chi ambisce a raggiungere posizioni di potere e prestigio.

Un capetto analizza e giudica il comportamento dei suoi sottoposti, un leader analizza e giudica le proprie azioni, con senso di responsabilità nella costruzione del benessere collettivo e il raggiungimento degli obiettivi di tutti.

Il capetto è convinto di avere sempre ragione e crede di conoscere perfettamente l’ambito nel quale lavora, un leader studia e non smette mai d’imparare. Egli non offre risposte, cerca soluzioni. Non spreca parole, ascolta e nell’ascolto comprende, impara e decide, non distruggendo ma incoraggiando gli altri a dare il meglio di sé.

Il capetto per affermare la sua forza, talvolta presunta, stigmatizza le debolezze e gli errori dei suoi sottoposti, un leader trasforma i punti di debolezza dei suoi collaboratori in punti di forza, scovando fra di essi doni e talenti naturali perché sa che ogni uomo ha qualcosa di autenticamente suo da donare agli altri.

Il leader parla sempre con un “noi” e mai con un “io”, perché esprime la ricchezza che è insita solo in un gruppo di lavoro e mai in un ego ipertrofico tipico di chi ama comandare.

Un capetto rimprovera e si fa scudo delle debolezze dei collaboratori per tutelare se stesso, un vero leader si assume la responsabilità delle azioni del suo team facendosi scudo e preservando l’unità della squadra.

Il vero leader non presenta spavaldamente le proprie conoscenze e competenze di gestione, diversamente non avrebbe il ruolo che ricopre, ma al contrario racconta le proprie debolezze cercando conforto e sostegno nelle capacità del gruppo.

Un capetto esige risultati e, all’occorrenza, “taglia le teste”, un vero leader lavora per migliorare le performance sue e del gruppo, sapendo che nella natura delle cose si può anche sbagliare. L’importante – il vero leader lo sa –  resta sempre il raggiungimento di uno scopo prefissato.

“Stabilire regole è facile, governare è difficile”, diceva Goethe. Ecco la differenza fra chi si sente capo e chi invece governa al servizio degli altri.

Antonio Curci

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Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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