Pupi Avati torna in Tv con “Le nozze di Laura”

e98ef69bc109f1bc89b3b2b64dc6f236_XL“Ho sempre immaginato le nozze di Cana come un banchetto notturno all’aperto, nella meraviglia delle luci degli uomini, il ragazzo sollecitato dalla madre compie il suo primo miracolo. L’impossibile irrompe nella quotidianità”. Oggi alla soglia dei 77 anni Pupi Avati è uno dei pochi registi a credere nell’impossibile e lo fa con il tv movie ‘Le nozze di Laura’, in onda su Rai 1 lunedì 7 dicembre.

Laura (Marta Lagatti) è una giovane donna calabrese spedita a Roma dalla famiglia per trovare marito. Nella capitale ha un incontro fugace in una lavanderia con un uomo, Hermes (Neri Marcorè), di cui perderà le tracce e di cui scoprirà di essere rimasta incinta. Tornata a Rocca Imperiale, riesce a confidarsi solo con sua zia Maria (Lina Sastri) e con suo cugino, un ragazzo problematico che in paese tutti chiamano “Lui” (un toccante Alessandro Sperduti che sarebbe Gesù in chiave moderna). Saranno proprio madre e figlio a sostenerla nei momenti di difficoltà e ad aiutarla quando il padre la obbligherà a lavorare nei terreni di famiglia come raccoglitrice di limoni e arance. Nei campi la giovane incontrerà Karimu (Valentino Agunu), un principe originario del Ciad, finito a raccogliere arance in Calabria e costretto a vivere nel degrado, che diventerà il suo amore, l’unico che saprà leggere nel suo cuore, accettando il figlio che porta in grembo e facendo di lei finalmente una principessa felice.

Ambientata fra i braccianti che raccolgono gli agrumi in Calabria, lavoratori sub sahariani, ragazzi che arrivano dall’Africa, una vicenda aspra e intensa, una storia che racconta le nozze di due ragazzi considerati diversi. “Ho cercato di raccontare Gesù e due apostoli – spiega il regista – attraverso una storia che entra con un po’ di cautela nel territorio sacro. Quando tocchi certi temi bisogna togliersi i sandali. Ho lavorato con questi attori non famosissimi, mi è stato risparmiato il ricatto della notorietà. La formula del film tv è ambigua: rischi di essere bocciato in una serata. O ci sei o non ci sei”.

Il film, girato in gran parte in Calabria, nei borghi dell’Alto Jonio Cosentino come Cesine, Colfari, Montegiordano Amendolara, Roseto Capo Spulico, trae spunto dal miracolo delle nozze di Cana del Vangelo di Giovanni in chiave moderna. “Questo film tv sembra l’abbia scritto ieri sera, sebbene fosse nel cassetto da un po’ di tempo e mi auguro di continuare a raccontare altre storie ispirate al Vangelo nell’oggi. Riprenderne il messaggio è importante anche per chi non è credente. Avverto la necessità che solo un Dio ci possa salvare. Sento il bisogno di sentirmi amato, di sentirmi dire, come disse Giovanni Paolo, di non avere paura. La lezione evangelica è l’unica possibilità per tornare a riavvicinarci”.

Ilaria Sinopoli

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