Il prof. Manni, candidato al Nobel per l’insegnamento, chiede a Renzi stipendi dignitosi e maggiore attenzione per tutti i docenti italiani

Il candidato al Global Teacher Prize per l’Insegnamento, Daniele Manni, ha scritto una lettera a Renzi e al ministro Giannini in cui chiede di rendere dignitoso lo stipendio degli insegnanti e diffondere il più possibile le loro opere meritorie.

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Daniele Manni e Daniela Boscolo sono i due docenti italiani dichiarati fra i migliori al mondo. Docenti come tanti altri, ai quali la società affida la cura di bambini, ragazzi e giovanissimi nell’impegnativo e strategico compito di aiutarli ad apprendere e a crescere.

50 sono i finalisti del “Global Teacher Prize”, una sorta di Premio Nobel per scuole di ogni ordine e grado di ogni Paese nel mondo. L’ambitissimo premio verrà assegnato a un insegnante eccezionale che abbia dato uno straordinario contributo alla professione.

I 50 finalisti sono stati selezionati dal Varkey GEMS Foundation, un’organizzazione internazionale impegnata nel settore Education, con Bill Clinton honorary chairmanin. I docenti in gara hanno dimostrato di avere capacità di innovazione, di aprire la mente dei propri alunni, di offrire contributi significativi alla comunità e di incoraggiare i colleghi ad abbracciare con passione l’insegnamento.

Daniele Manni è un docente d’informatica presso l’Istituto “Galilei – Costa” di Lecce. Il prof cadidato al Nobel ha scritto una lettera al premier Renzi e al Ministro dell’Istruzione Giannini in cui chiede sostanzialmente di adeguare gli stipendi dei docenti italiano e divulgare al meglio le loro opere meritorie.

“Mi chiamo Daniele Manni  sono un docente di Lecce, innamorato e appassionato del proprio ruolo (non riesco a chiamarlo lavoro) e, pare, sono fra i 50 finalisti al mondo candidati al titolo internazionale di Premio Nobel per l’Insegnamento, il ‘Global Teacher Prize’ della Varkey Gems Foundation. In Europa siamo solo in nove e due in Italia (quasi il 30%), anche se so perfettamente di essere solo stato fortunato perché c’è stato qualcuno che si è preso la briga di segnalare il mio operato alla Fondazione, quindi, dietro questa punta di iceberg, sono certo si nascondono centinaia di colleghi altrettanto meritevoli di questo ‘titolo’, i quali lavorano, sperimentano e innovano ogni giorno, nel silenzio delle loro aule, fianco a fianco con i loro fortunati studenti. Ho deciso di scriverle perché oggi sono ‘qualcuno’ e questo mio quarto d’ora di notorietà durerà appena un mese, fino a quando non diverrò un banale ‘ex’ finalista e le mie parole avranno certo un peso diverso”. 

“La seconda possibile azione  – si legge ancora nella lettera del professor Manni – è quella di ideare e realizzare iniziative concrete atte a valorizzare la professione, approfittando anche di ogni possibile occasione per enfatizzare, rendere pubbliche e diffondere le opere meritorie e le persone meritevoli nella scuola, ogni qualvolta se ne presenta l’opportunità. Vuole qualche esempio? La Varkey Gems Foundation ha come mission quella di alzare il livello di considerazione dell’insegnamento e si è inventato un premio da 1 milione di dollari per accendere i riflettori di tutto il mondo su questa straordinaria professione (sempre che il governo ed il ministero italiano abbiano, anch’essi, questa mission). E’ vero, loro sono ricchi e hanno i soldi, ma quanta ricchezza abbiamo noi italiani in termini di creatività ed inventiva? E non sta certo a me suggerire modi e metodi efficaci. Concludo augurando a noi docenti che lei possa prendere minimamente in considerazione quanto le ho scritto e a Lei, ai suoi cari e a tutto il suo staff un 2015 proficuo, sereno e ricco di sorrisi”. “Cosa le chiedo? – prosegue Manni – Niente di più di quanto lei non stia ripetendo negli ultimi giorni, ossia più considerazione in Italia per la professione docente, più ‘ritmo’ nella scuola. Solo che, oltre ad ascoltare e ad apprezzare i suoi nobili intenti, mi piacerebbe che in questo nuovo anno vedessimo azioni concrete, un po’ come facciamo noi ‘bravi’ insegnanti ‘da Nobel’ con i nostri alunni, agendo e creando risultati e non solo annunciando cambiamento e innovazione. E di azioni concrete per riqualificare il nostro ruolo nella società italiana me ne vengono in mente due. La

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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