Policlinico di Bari, la “terapia del sorriso” dell’infermiere Francesco Di Gennaro

11831633_1003710093004801_6804939334787376948_nCon i suoi lunghi capelli grigi lo individui da lontano. Si mette addosso una giacca verde pisello è una cravatta floreale. La stretta di mano è molto calorosa e dice molto di sé.
È l’infermiere Francesco Di Gennaro 59 anni di Bari che è convinto della “terapia del sorriso”. Ha fatto del vecchio detto “il riso fa buon sangue” la filosofia non solo della sua vita ma anche della sua professione, portando in corsia, e non solo, la comico-terapia.
Nel 1989, dopo sette anni da ausiliario al Policlinico di Bari, consegue il Diploma da Infermiere e va a lavorare 2 anni a Modena, per poi ritornare nella sua città.
Nel 2010 raccoglie la sua esperienza in un libro “Infermiere di professione, comico per vocazione” edito da Albatros e la condivide su di un blog lacomicoterapia.blogspot.it.
Da 2 anni gira l’Italia sborsando di tasca sua e rinunciando alle proprie ferie, per far conoscere la “terapia del sorriso”. Del resto la comico-terapia è materia di studio nei corsi infermieristici in altre nazioni, come in Gran Bretagna.
Le sue nuove esperienze e lo hanno portato a parlare ai detenuti nel carcere di Brindisi, e agli studenti dell’Università di Bari, a San severo e a Lecce per il corso di Laurea in Scienze Infermieristiche e incontra anche molti studenti di scuole medie e superiori.
Gira per i reparti con la scopa in mezzo alle gambe mettendosi il naso rosso da clown ed è bello vedere gli ammalati sorridere.
12094839_1033621176680359_2618069465012977068_oEssere infermiere comico non vuol dire essere di livello inferiore all’infermiere non comico, ma dimostra di avere un cuore grande e pieno d’amore verso chi soffre ed essere prima di tutto un bravo professionista.
La “terapia del sorriso” porta tanti giovamenti, prima di tutto una ospedalizzazione più serena e in molti casi anche convalescenze più veloci. Può diminuire l’uso di farmaci antidepressivi e a volte anche gli antidolorifici, fa bene alle famiglie che vedono il loro caro più tranquillo, fa bene ai colleghi che possono svolgere il lavoro in un’atmosfera migliore e, tutto ciò non va a svantaggio della competenza, al contrario le porta una qualità aggiunta.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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