Petruzzelli, entusiasmante esordio dell’Odessa Philarmonic Orchestra e del suo violinista Stefan Milenkovich

concerto-di-capodanno-2017-camerata-musicale-barese-teatro-petruzzelli-odessa-philarmonic-orchestra-e1482689185766

Il 3 gennaio 2017 alle ore 21.00 presso il Teatro Petruzzelli, a Bari, si è svolto il tradizionale “Concerto di Capodanno” della Camerata Musicale Barese.
Protagonista l’Odessa Philarmonic Orchestra, diretta da Hobart Earle con il violinista solista Stefan Milenkovich. L’orchestra fondata nel 1937 nella città di Odessa sulla costa del Mar Nero, polo di molte personalità musicali eccezionali, è divenuta di fama internazionale negli ultimi vent’anni, grazie al direttore Hobart Earle, venezuelano, personaggio dinamico e stimolante. Il violinista, nativo di Belgrado, prodigio della musica, ha iniziato a suonare all’età di soli tre anni, entrando nell’orchestra a soli sei anni e suonando in occasioni speciali come per il papa Giovanni Paolo II a 14 anni. A 16 anni festeggiava già il suo millesimo concerto e nel corso degli anni ha dato sempre maggior prova della sua bravura esibendosi su palchi importanti con performances memorabili.
Il programma della serata si è basato sull’esecuzione di brani del famoso musicista ottocentesco russo Petr Il’ic Cajkovskij: “il Capriccio italiano op. 45 per orchestra”, “Il Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 35” e “La sinfonia n. 6 in si minore op 74” Patetica.
In occasione di questa serata l’orchestra ha esibito un forte dinamismo e una caratterizzante coloritura sonora, rispondendo in maniera naturale al perfetto coordinamento del direttore. Il violinista ha mostrato un forte legame con il suo strumento, che accordava sullo stesso palco, e un brillante virtuosismo nei pezzi da solista, ma anche nell’armonia con l’orchestra. Nonostante il concerto sia durato tre ore, non vi è stato un momento privo di sorprese, di lievi e concitati susseguirsi di note che hanno entusiasmato il pubblico di grandi e piccoli. Tra battute scherzose e momenti più seri e commoventi l’orchestra e il suo violinista hanno saputo donare momenti di vera Bellezza, soprattutto nella famosa “Patetica”, ritenuta dallo stesso autore “la migliore, e precisamente la più compiuta delle mie opere”.

Martina Ragone

© Riproduzione Riservata
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: