Personaggi illustri di Bari: Vito Lattanzio

Per conoscere Bari e la sua storia attraverso i personaggi che hanno dato lustro alla città

vito-lattanzioVito Lattanzio (Bari, 31 ottobre 1926 – Bari, 31 ottobre 2010) è stato un politico.

Deputato al Parlamento, ininterrottamente, dal 1958 (III legislatura) al 1994 (XII legislatura), ha rivestito nella carriera moltissimi incarichi di Governo, quale Ministro e Sottosegretario, e ha svolto anche il ruolo di Vice Presidente della Camera dei Deputati in due legislature, tra il 1983 e il 1988. Nel 1977 fu costretto a dare le dimissioni da Ministro della Difesa in seguito alla fuga del criminale di guerra nazista Herbert Kappler dall’ospedale Celio di Roma.

Fra le sue esperienze più significative va senz’altro citata quella di Ministro senza portafoglio per il Coordinamento della Protezione Civile, iniziato con il Governo De Mita il 13 aprile 1988 e confermato con il Governo Andreotti VI il 22 luglio 1989 e fino al 12 aprile 1991. Dopo quello di Giuseppe Zamberletti, si tratta infatti del più lungo incarico continuativo di Ministro della Protezione Civile mai rivestito da un uomo politico. Continuando il percorso organizzativo intrapreso da Zamberletti, Lattanzio portò al traguardo la legge istitutiva del Servizio Nazionale della protezione civile, la 225/92, facendola approvare dal Parlamento nella sua ultima stesura, anche se alcuni rilievi costituzionali del Presidente Cossiga portarono all’approvazione definitiva qualche mese dopo il termine del suo mandato, sotto il nuovo ministro Nicola Capria.

Sotto la guida di Lattanzio la protezione civile si sviluppò nei campi della previsione e della prevenzione, mentre si rafforzò l’idea di un Dipartimento moderno ed attrezzato non votato esclusivamente al soccorso, e incardinato nella Presidenza del Consiglio, secondo quella che era l’idea fondativa. Lattanzio chiamò attorno alla Commissione Grandi Rischi decine di studiosi, professori universitari, scienziati, tecnici e ricercatori. Si ricordano in quel periodo due importantissimi incontri a Taormina ed Erice sulla previsione dei terremoti e sulle eruzioni vulcaniche, e un grande convegno a Cagliari sugli incendi boschivi. In quel periodo nacquero in Italia i progetti di sviluppo satellitare Argo e Cospar – Sarsatt.

Il triennio di Lattanzio al Dipartimento fu sottoposto ad alcune importanti prove di efficienza, anche di tipo internazionale, che testarono il livello qualitativo raggiunto dal servizio nazionale nel manovrare in particolare la forza emergente del volontariato di protezione civile. L’esempio più eclatante in questo campo fu dato nel 1991 dallo sbarco in Puglia di ventisettemila albanesi fuggiti dal regime nazionale, che pur in mezzo a immancabili dubbi e polemiche tra l’opinione pubblica, furono sveltamente dislocati e ricoverati presso centri sparsi in ogni angolo d’Italia, consentendo alla Commissione per i Rifugiati Politici di adempiere con la dovuta tranquillità ai propri doveri, con il riconoscimento dello stato di esule ad alcuni e la decisione del rimpatrio per altri nel rispetto del Trattato di Ginevra. L’impresa di accoglienza degli albanesi fu coordinata dal Dipartimento.

Sempre sotto il ministero di Lattanzio si sviluppò un’altra operazione di proporzioni e difficoltà notevoli, la realizzazione del “Villaggio Italia” a Spitak, in Armenia, dove quasi duecento Moduli Abitativi di Pronto Intervento (MAPI) furono installati per reinsediare la popolazione del villaggio colpito dal grande terremoto del dicembre 1988 che causò decine di migliaia di morti. Gli aiuti del Governo italiano, coordinati dal Dipartimento, dopo una prima fase dedicata al soccorso e all’invio quotidiano di aerei carichi di aiuti, viveri e medicinali, si concentrò sul reinsediamento di un migliaio di senzatetto nella zona di Spitak, epicentro del terremoto, nel cuore del rigidissimo inverno armeno. Il “Villaggio Italia”, che a maggio 1989 riuscì ad accogliere 1300 persone, era composto da 196 moduli abitativi, 16 moduli di servizio, 40 container industriali e 13 container di tipo speciale, e integrato con un ospedale da campo fornito dagli alpini di Bergamo e da un centro socio-sanitario per l’assistenza ai bambini.

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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