Personaggi illustri di Bari: l’abate Elia

Per conoscere Bari e la sua storia attraverso i personaggi che hanno dato lustro alla città

La cattedra di Elia nella Basilica di San Nicola di Bari
La cattedra di Elia nella Basilica di San Nicola di Bari

L’abate Elia (prima metà dell’XI secolo – Bari, 23 maggio 1105) è stato arcivescovo di Bari e Canosa dal 1089 al 1105.
Nel 1071 fu nominato abate del monastero di San Benedetto, il più grande della città, subentrando all’abate Leucio, nello stesso anno in cui il normanno Roberto il Guiscardo metteva fine alla dominazione bizantina sulla città di Bari.
In quanto abate, il 9 maggio 1087 Elia ricevette in custodia le reliquie di San Nicola, da poco arrivate in città, che un’impresa di baresi aveva portato via da Myra. In quei giorni, in realtà, l’abate del monastero di san Benedetto era da ritenersi almeno moralmente la massima carica presente in Bari, dato che l’arcivescovo Ursone e l’arcidiacono Giovanni erano a Trani dove stavano per partire per Gerusalemme e ugualmente le autorità civili erano al momento distanti da Bari: il duca Ruggero Borsa era a Roma e Boemondo d’Altavilla si trovava fuori città.
Avvisato dell’arrivo del Santo di Myra, Ursone rientrò subito a Bari e pretese che le reliquie venissero custodite nella cattedrale, trovando la resistenza sia degli autori della traslazione sia del ceto mercantile della città che desideravano una nuova chiesa per la conservazione delle reliquie. Dopo brutali zuffe, le parti affidarono di comune accordo a Elia la scelta delle condizioni più adatte per la venerazione delle reliquie. L’abate decise l’edificazione di una nuova grande chiesa intitolata al santo sullo spazio che sino a pochi anni prima aveva accolto il palazzo del governatore bizantino e che Roberto il Guiscardo aveva dato l’anno prima ad Ursone. L’imparzialità e la saggezza della decisione accrebbero l’appoggio dei baresi per Elia, che a febbraio 1089, morto Ursone, venne scelto quale suo successore alle sedi di Bari e Canosa.
I lavori della nuova basilica avanzarono in fretta tanto che il 1º ottobre 1089 papa Urbano II arrivò a Bari per collocare di persona le reliquie nella cripta. Bari era divenuta in pochi anni una delle maggiori mete dei pellegrini e nel 1096, gli stessi crociati, fecero visita alla tomba di san Nicola prima di salpare per la Terrasanta.
Nel mese di ottobre del 1098 Bari accolse di nuovo il Papa Urbano II che vi aveva riunito un concilio, cui presero parte 185 vescovi, per tentare di ricomporre alcune discussioni dottrinarie con i cristiani d’oriente, riguardanti l’inserimento del Filioque nel Credo niceno-costantinopolitano. Per l’occasione, Elia ordinò una cattedra per la basilica, oggi nota come cattedra di Elia e ritenuta tra i più importanti prodotti della scultura romanica pugliese. Negli anni successivi l’arcivescovo si preoccupò anche dell’ospitalità dei molti pellegrini che arrivavano a Bari, iniziando la creazione di un ricovero che potesse dare loro accoglienza.
Elia morì il 23 maggio 1105 e venne seppellito nella basilica di San Nicola, lungo la gradinata d’ingresso alla cripta.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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