Papa Francesco riceve in udienza l’Arcivescovo di Canterbury

Vaticano-14-giugno-Papa-Francesco-riceve-in-udienza-Justin-Welby-arcivescovo-di-Canterbury-e-primate-della-Comunione-anglicana-01La constatazione che il traguardo della piena unità può sembrare lontano, ma rimane pur sempre la meta del cammino ecumenico e le comuni preoccupazioni di fronte ai mali che affliggono l’umanità, in particolare il traffico di esseri umani, sono stati alcuni dei temi chiave dell’incontro di questa mattina in Vaticano, del Santo Padre con Sua Grazia Justin Welby, Arcivescovo di Canterbury.

“Anche a noi il Signore sembra domandare: ‘Di che cosa stavate discutendo lungo la via?’ – ha detto Papa Francesco – Quando Gesù pose questa domanda ai suoi discepoli, essi rimasero in silenzio perché provavano vergogna, avendo discusso tra di loro chi fosse il più grande. Anche noi ci sentiamo confusi per la distanza che esiste tra la chiamata del Signore e la nostra povera risposta. Davanti al suo sguardo misericordioso non possiamo fingere che la nostra divisione non sia uno scandalo, un ostacolo all?annuncio del Vangelo della salvezza al mondo. La nostra vista non di rado è offuscata dal peso causato dalla storia delle nostre divisioni e la nostra volontà non sempre è libera da quell?ambizione umana che a volte accompagna persino il nostro desiderio di annunciare il Vangelo secondo il comandamento del Signore”.

Ma “lo Spirito Santo ci dà la forza di non scoraggiarci e ci invita ad affidarci con piena fiducia alla sua azione potente. Come discepoli che si sforzano di seguire il Signore – ha notato il Papa – sappiamo che la fede è venuta a noi attraverso molti testimoni. Siamo in debito verso grandi santi, verso maestri e comunità che ci hanno trasmesso la fede nel corso dei secoli e che ci attestano le nostre comuni radici”.

In proposito il Santo Padre, nel ricordare che l’Arcivescovo di Canterbury ha celebrato ieri i vespri nella chiesa romana di San Gregorio al Celio, ha segnalato che da quella Chiesa, Papa Gregorio Magno inviò il monaco Agostino e i suoi compagni ad evangelizzare i popoli dell?Inghilterra, “dando origine ad una storia di fede e santità della quale avrebbero poi beneficiato molte altre genti europee. Un cammino glorioso, del quale rimane profonda traccia in istituzioni e tradizioni ecclesiali che condividiamo e che costituiscono un fondamento solido per la nostra fraternità”.

Su queste basi e con il sostegno della Commissione internazionale anglicano-cattolica e della Commissione internazionale anglicano-cattolica per l?unità e la missione si possono esaminare, in spirito costruttivo, “le vecchie e le nuove sfide dell?impegno ecumenico”, ha proseguito Papa Francesco che si è successivamente soffermato sul tema del traffico di esseri umani e le diverse forme di schiavitù moderna, di fronte al quale entrambi hanno espresso lo stesso “orrore”, e che l’Arcivescovo Welby ha denunciato più volte.

“In questo vasto campo d?azione, che si presenta in tutta la sua urgenza, sono state avviate significative attività di cooperazione sia in campo ecumenico, sia con autorità civili e organizzazioni internazionali” – ha sottolineato il Papa, citando in particolare la rete di azione contro la tratta delle donne creata da numerosi istituti religiosi femminili. “Ci impegniamo a perseverare nella lotta alle nuove forme di schiavitù, confidando di poter contribuire a dare sollievo alle vittime e a contrastare questo tragico commercio. Come discepoli inviati a guarire il mondo ferito – ha concluso il Pontefice – ringrazio Dio che ci ha reso capaci di fare fronte comune contro questa gravissima piaga, con perseveranza e determinazione”.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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