Papa Francesco: “Difendete i poveri e non difendetevi dai poveri. Servite i deboli e non servitevi dei deboli!”

“Quando una società ignora i poveri o li perseguita si impoverisce fino alla miseria”. Queste le parole di Papa Francesco ieri durante  i Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di Dio, celebrati nella Basilica vaticana,  prima dell’inno del Te Deum, la tradizionale preghiera di ringraziamento al Signore per l’anno appena trascorso.

povertaIl Papa nel suo messaggio di fine anno, parla del tempo e lo definisce una realtà non estranea a Dio perché Egli, non a caso, ha voluto rivelarsi nella storia. Il tempo è stato, quindi,  “toccato” da Cristo ed “è diventato ‘il tempo salvifico’”.

Il Papa ha invitato i fedeli a un esame di coscienza in cui è bello lodare Dio per le meraviglie che ha compiuto e chiedere perdono per le infedeltà. La più bella preghiera è la lode, perché nasce dal più bel dono che Dio ci ha dato: “Egli ci ha fatti suoi figli”.

Non più schiavi, dunque, ma figli liberi.

Il Papa ha detto: ““Esiste sempre nel nostro cammino esistenziale una tendenza a resistere alla liberazione; abbiamo paura della libertà e, paradossalmente, preferiamo più o meno inconsapevolmente la schiavitù. La libertà ci spaventa perché ci pone davanti al tempo e di fronte alla nostra responsabilità di viverlo bene”.

Lo stato di schiavitù riduce “il tempo a momento” e la nostra vita diventa una sequenza di momenti slegati dal passato e dal futuro. Una situazione, ha detto il Papa, che “ci impedisce di vivere pienamente” il presente e la gioia del nostro tempo.

Il pensiero del Papa si fermato poi sui poveri e sull’impegno dei fedeli a costruire città più solidali.

E’ necessario, ha detto il Papa, una vera e propria conversione dei cuori per rinascere davvero spiritualmente e moralmente e costruire città più giuste e solidali, dove i poveri vengano collocati “al centro delle nostre preoccupazioni e del nostro agire quotidiano”.

Le nostre città hanno bisogno di amministratori rinnovati nel cuore, nello spirito e nell’intelligenza e soprattutto lontani dalla corruzione.

Non basta ricordarsi dei poveri soltanto durante le feste comandate, ma sempre, per tutto l’anno. Ricoverare i fratelli meno fortunati in strutture accoglienti in cui venga rispettata la dignità umana, non deve essere un gesto di buonismo che è una patologia dell’affettività, ma un preciso progetto politico.

“È necessario – ha detto il Papa – un grande e quotidiano atteggiamento di libertà cristiana per avere il coraggio di proclamare, nella nostra Città, che occorre difendere i poveri, e non difendersi dai poveri, che occorre servire i deboli e non servirsi dei deboli!”.

Il pensiero del Santo Padre ci fa cambiare prospettiva.

I poveri devono essere considerati un tesoro per la Chiesa e per la società. Il Santo Padre ha affermato: “Quando una società ignora i poveri, li perseguita, li criminalizza, li costringe a “mafiarsi”, quella società si impoverisce fino alla miseria, perde la libertà e preferisce ‘l’aglio e le cipolle’ della schiavitù, della schiavitù del suo egoismo, della schiavitù della sua pusillanimità e quella società cessa di essere cristiana”.

Parole forti dunque quelle espresse da Papa Francesco, alle quali è necessario che credenti e non credenti diano seguito con gesti concreti di attenzione e apertura agli ultimi. Solo così si riuscirà a civilizzare veramente questo nostro Paese.

Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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