Palazzo Chigi di Ariccia, un inno alla bellezza italiana

Il complesso monumentale dei Castelli Romani è fra le mete più visitate dai turisti. Il Parco, depositario di opere di inestimabile valore del Bernini e del Fontana, però andrebbe maggiormente manutenuto.

C’è da restare senza fiato per quanta bellezza esprime il Palazzo Chigi di Ariccia con il suo parco in stile romantico di 28 ettari. Esso fa parte dell’area dei Castelli Romani.

Il Palazzo ducale, al centro della piazza principale del paese, costituisce un’autentica ricchezza del patrimonio monumentale italiano. Visitandolo ci si rende conto che è rimasto esattamente così com’era durante la magnificenza di una delle famiglie più influenti e importanti della nostra storia, quale era quella dei Chigi, proprietari peraltro dell’omonimo palazzo romano, oggi sede della Presidenza del Consiglio.

Il Palazzo fu costruito nella seconda metà del sedicesimo secolo dai Savelli e completamente trasformato in una fastosa dimora barocca dai Chigi tra il 1664 e il 1672 su progetto di Gian Lorenzo Bernini, assistito da un suo giovane allievo, l’architetto Carlo Fontana.

Chi entra nel palazzo fa un salto indietro nel tempo e, grazie all’ampia collezione di dipinti, sculture, arredi e volte affrescate, interrompe il presente e si ritrova catapultato in un passato fastoso. Persino Luchino Visconti fu ammaliato dal fascino della dimora dei Chigi al punto che gran parte delle scene del famoso film “Il gattopardo” furono girate proprio al suo interno.

Uniche le carte da parati in cuoio che rivestono gli interni. Fantasie sempre diverse che donano al contempo bellezza architettonica e un naturale isolamento termico e acustico degli ambienti.

Il parco dei Chigi, che si sviluppa in larghezza e in altezza con un dislivello di circa settanta metri, risale al XVI secolo ed è in stile romantico. Esso è infatti composto da pregevoli monumenti di straordinaria bellezza del Bernini e del Fontana circondati da una rigogliosa vegetazione mista, in cui svettano le mastodontiche sequoie americane. Dal basso del giardino, un tempo utilizzato anche per battute di caccia, si può ammirare in tutta la sua maestosità il Ponte Monumentale che collega Ariccia con la città di Albano.

Il complesso è uno dei tesori più ricchi del nostro patrimonio monumentale e per questo andrebbe maggiormente valorizzato, soprattutto nella parte che riguarda il parco che necessita di manutenzione ordinaria e straordinaria. Poiché il giardino si sviluppa anche in altezza, con un forte dislivello, risulta abbastanza faticoso girare fra i vialetti che interrompono la fittissima e ricca vegetazione. Consigliamo al Comune di Ariccia, proprietario del complesso, di ripulire con una certa frequenza, dalle foglie secche, le repentine discese e risalite, magari prevedendo un corrimano a cui appoggiarsi, soprattutto per le persone anziane o con difficoltà motorie. Il rischio di scivolare, infatti, è abbastanza alto. Abbiamo visitato la struttura insieme ad un gruppo di persone con difficoltà mentali a cui è stato consentito l’accesso, per ragioni di sicurezza, solo ad una minima parte del parco.

In merito alle opere del Bernini e del Fontana che rendono il giardino parecchio suggestivo, suggeriamo di intervenire con lavori di manutenzione prima che i segni del tempo possano irrimediabilmente compromettere monumenti di inestimabile valore che rendono testimonianza della nostra comune storia.

Antonio Curci

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Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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