ORTORESSIA: quando il mangiar sano diventa malattia

ortoressia-lossessione-per-il-cibo-sano-l-mlh52dSecondo la Swiss Food Association, l’ortoressia è il disturbo alimentare del momento: si tratta dell’ossessione psicologica per il mangiar sano, di un fanatismo alimentare che fonda le sue radici sul sentito dire e sugli allarmismi.

Secondo Steven Bratman, il dietologo che dal 1997 studia tale disturbo, analizzando i suoi stessi comportamenti passati, questa ossessione compulsiva conduce a lunghe riflessioni giornaliere sul cibo e sulla sua preparazione e consumazione. Si pianificano i pasti con diversi giorni di anticipo, si spende tanto denaro e tanto tempo al supermercato o si arriva a coltivare in prima persona verdure e ortaggi. L’ortoressico va “alla ricerca solo di cibi vegetali, di cibi biologici, di cibi che non contengano alcun prodotto industriale”, come sottolinea lo specialista Ezio Camillo Di Flaviano, primario del reparto di Riabilitazione alimentare del Policlinico di Abano Terme (Padova).
Evidentemente, una deviazione anche minima dal proprio rigido schema alimentare porta alla rabbia e al senso di colpa, per poi sfociare in un ulteriore irrigidimento delle proprie regole nell’intento di ritornare padroni di se stessi.

Oltre a squilibri elettrolitici, avitaminosi, osteoporosi, atrofie muscolari e altri problemi fisici, l’ortoressia porta all’isolamento sociale, vista l’impossibilità di condividere un buon pasto al ristorante o da amici. Tale fanatismo si associa facilmente anche ad altre manie come l’ossessione per l’esercizio fisico, per la pulizia e per le cure estetiche. L’ortoressia si nutre infatti delle fobie per le malattie e l’invecchiamento, per cui si tenta di creare un corpo perfetto e indistruttibile tramite un’alimentazione impeccabile.

Secondo il Ministero Italiano della Salute per i disturbi alimentari, in Italia le persone affette da ortoressia sarebbero 300 000, ma il numero è destinato a crescere soprattutto “in aree come Firenze, Roma, Milano, cioè nelle grandi città dove sicuramente la paura dell’inquinamento è maggiore”, riprendendo il dott. Di Flaviano.
Interrogarsi sul proprio comportamento alimentare è una forma di prevenzione molto semplice e gratuita. Si potrebbe iniziare chiedendosi:

  • Penso alla mia dieta per più di tre ore al giorno?
  • Pianifico i pasti con largo anticipo?
  • Ultimamente sono più rigido con me stesso sul cibo?
  • Mi sento superiore quando mangio in modo sano?
  • La mia dieta mi sta allontanando da famiglia e amici?

Queste domande, tratte dal test ideato da Bratman per l’ortoressia, aiutano a riflettere sul rapporto con il cibo: in caso di risposte affermative, si consiglia un comportamento più rilassato e ragionevole, incline al dibattito con amici, parenti e specialisti.

Giulia Cataneo

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