Ora vogliamo per legge il Fascicolo del Fabbricato

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Qualsiasi luogo o strumento deputato a contenere e salvaguardare vite umane deve essere sottoposto a revisione continua del proprio stato di salute.

Così come le automobili vengono mantenute efficienti attraverso periodici controlli di revisione, anche (e soprattutto) i fabbricati devono essere sottoposti a manutenzione ordinaria e straordinaria, con relative revisioni da parte di uffici terzi che ne garantiscano la sicurezza per chi vi risiede.

Dopo i fatti drammatici relativi al terremoto che ha devastato parte del Centro Italia, andare nella direzione di maggiori controlli per i nostri edifici diventa una scelta di civiltà, oltre che di grave responsabilità da parte di tutti.

Chiamiamolo come vogliamo, ma il Fascicolo del Fabbricato accresce la sicurezza e, perché no,  anche il valore economico dell’immobile.

Certo, il nostro Paese, in cui troppo spesso restano impuniti corrotti e corruttori, da sempre ci ha abituati a ragionare secondo dinamiche del tipo “fatta la legge, scovato l’inganno”. L’obiettivo non deve essere quello di guadagnare più o meno a buon mercato un “pezzo di carta” che ci fa stare “a posto” con la legge. La finalità deve essere quella di custodire nel migliore dei modi vite umane, oltre a valorizzare quel patrimonio artistico, storico e culturale che ha reso grande la nostra nazione.

L’ignoranza porta molti a pensare che leggi di questo tipo servano solo a far guadagnare i tecnici. Il Fascicolo del Fabbricato, nell’interesse in di chi vi abita, deve essere uno strumento di monitoraggio dello stato di conservazione dell’immobile, finalizzato a individuare potenziali situazioni di rischio delle strutture portanti e così consentire di programmare nei tempi giusti interventi di ristrutturazione e manutenzione per mantenere inalterata la qualità e garantire la vita a chi vi dimora.

Così come fanno tante categorie di professionisti che lavorano con la vita delle persone, allo stesso modo gli edifici pubblici (ma anche privati) dovrebbero esporre, in posizioni ben visibili, il proprio certificato di revisione dell’immobile. Come il recente sisma ha dimostrato, esistono alberghi, scuole, ospedali, caserme purtroppo non a norma, che producono gravissimo nocumento a chi vi soggiorna.

Fino al 1971 non vi era alcun obbligo da parte dell’ingegnere progettista di depositare i calcoli necessari alla costruzione di un palazzo. Risultano pertanto in Italia più di 16 milioni di case delle quali non si conoscono i progetti. Di queste, 5,3 milioni sorgono in zone a rischio di terremoti di media intensità, mentre ben 760.000 in luoghi a rischio di terremoti di forte intensità.

Secondo l’Istat lo Stato italiano negli ultimi 40 anni ha speso 145 miliardi di Euro per la ricostruzione di zone colpite da sismi: ben 3,5 miliardi all’anno! Una cifra spropositata che dimostra come nel nostro Paese si vivano troppe emergenze e si faccia pochissima prevenzione. In situazioni come quella del terremoto del 24 agosto, diventa davvero difficile scovare le responsabilità. La storia italiana purtroppo ci insegna che il tempo alla fine sistema tutto nel peggiore dei modi: tanti indagati, nessun condannato, migliaia di morti  a cui non viene resta giustizia.

Antonio Curci

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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