Non è vero che la Chiesa in Italia “succhia” soldi dallo Stato

Un pregiudizio comune è che la Chiesa spilla soldi allo Stato italiano con l’8xmille.
Per rispondere a questa critica è nato il libro-indagine L’impegno. Come la Chiesa italiana accompagna la società nella vita di ogni giorno, edito l’anno scorso da Rubbettino.
Non è un testo polemico, ma cerca di esibire elementi e fatti e aiuta a capire meglio la verità.

charitas2Già nel 2008, apparve “La questua”, di Curzio Maltese, un opuscolo a contenuto predeterminato in cui la Chiesa compariva come una sanguisuga dello Stato italiano, che spreme soldi dall’8 per mille. Alla pubblicazione diffamatoria del giornalista di ‘Repubblica’ rispose subito Umberto Folena, con il suo “La vera questua”, in cui il giornalista ricordava con forza la realtà dei fatti circa l’argomento dell’8 per mille.
Nel frattempo gli anni scorrevano e furono pubblicati altri saggi e inchieste, decisi a rinforzare nell’opinione pubblica la visione di una Chiesa italiana parassita.
L’indagine del libro inizia dal servizio sociale messo a disposizione dalla Chiesa nei suoi vari ambiti della società italiana, tra i quali il servizio ecclesiale negli oratori che vuol dire gioventù, educazione, gioco e speranza. Qui la Chiesa, è stato calcolato, destina allo società italiana un servizio calcolabile a oltre 200 milioni di euro annui.
Una prestazione che oggi è sempre più richiesta è quello delle realtà caritative delle parrocchie e delle mense dei poveri: la moltitudine che si presenta ogni giorno alle parrocchie, ai Centri di ascolto, alle Caritas, alle Associazioni e gruppi di volontari, è sempre più crescente. Qui la somma dell’impegno totale del mondo ecclesiale si eleva a poco meno di 300 milioni di euro annui a cui vanno sommati quelli derivati dall’azione del Banco Alimentare (altri 650 milioni).
Si parla ancora nel libro dell’impegno diocesano dei fondi di solidarietà (valutabile in 50 milioni di euro).
Nel settore educativo troviamo le scuole paritarie cattoliche e la formazione professionale (quasi 5 miliardi di euro l’anno risparmiati dallo Stato).
Nell’ambito della sanità, in cui si può determinare oltre un miliardo il risparmio annuo per lo Stato, grazie alla presenza di strutture cattoliche.
Molte le associazioni che si battono tangibilmente contro l’usura, tanti i sacerdoti che lottano per la liberazione dalla droga dei tossicomani (anche qui le comunità ecclesiale fanno risparmiare allo Stato circa 800 milioni di euro annui).
L’azione ecclesiale è grande anche nell’ambito dell’emigrazione e immigrazione (qui l’impegno è calcolabile in 130 milioni di euro annui). Il corrispondente economico messo a disposizione dal volontariato cattolico è quantificato in poco meno di 3 miliardi di euro l’anno, secondo parametri internazionali ripresi da un rapporto Cnel-Istat del 2011.
Sono stati inseriti nell’indagine quattro operazioni nazionali volute dalla Chiesa italiana per garantire le emergenze per il terremoto dell’Aquila (35 milioni di euro in tre anni), per il terremoto dell’Italia del Nord (13 milioni di euro, ma bisogna considerare che la cifra è della fine del 2012), per il ‘Prestito della speranza’ (30 milioni di euro), per il Progetto Policoro (un milione di euro).
Complessivamente il mondo cattolico, con il suo servizio sociale, destina all’Italia un contributo di almeno undici miliardi di euro l’anno. Nel determinare questa somma, che è calcolata a fine 2012, non comprende i servizi missionari svolto da religiose e religiosi principalmente negli settori della sanità, dell’educazione, dell’accoglienza, del tamponamento delle emergenze alimentari, abitative, psichiche e trasmissione non misurabile di valori educativi per cui nel dubbio si è preferito conteggiare la cifra parziale minore.
In ogni caso tale cifra aiuta a capire che la gran confusione che si continua a fare intorno all’8 per mille è sproporzionato: undici miliardi offerto dalla Chiesa contro poco più di un miliardo dato dallo Stato. Si possono aggiungere a questo miliardo un altro paio di miliardi di finanziamenti di enti regionali e locali. Sta il fatto che di fronte agli undici miliardi della Chiesa i 3 miliardi statali restano di molto inferiori.

Antonio Calisi

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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