“Non è mai troppo tardi per essere chi saresti potuto essere” – George Eliot

George_Eliot_1“Non è mai troppo tardi per essere chi saresti potuto essere”. Lo disse George Eliot, pseudonimo maschile di Mary Anne Evans, scrittrice vittoriana e femminista ante litteram che utilizzava uno falso nome non tanto per ragioni sociali, benché all’epoca le scrittrici fossero mal viste, quanto per mero vezzo. La Evans proveniva da un rango sociale elevato; era infatti la compagna dell’editore e intellettuale George Henry Lewes. Era tanto apprezzata dal pubblico da non aver alcun bisogno di nascondersi dietro mentite spoglie.

Le sue parole però risultano quanto mai attuali. La demotivazione è una malattia terribile che paralizza l’estro e la creatività. Non di rado, soprattutto i più giovani, si convincono di non essere all’altezza delle sfide che li attendono o ancor peggio inadeguati al compito ricevuto, soprattutto negli ambienti scolastici.

E’ importante in questi casi lavorare su stessi, sulla motivazione e l’autostima. Può accadere di non sentirsi capaci, ma è bene sapere che quello status non è per sempre. Qualcosa può e deve cambiare. La società degli adulti spesso, per un’irritante bisogno di semplificazione, assegna agli individui etichette difficilmente rimovibili. E’ bene sapere e autoconvincersi che ogni persona è più di quello che riesce a esprimere in un determinato momento. L’impegno, la passione, la voglia di riscatto sono strumenti potentissimi per accendere interessi e competenze inimmaginabili.

E allora… coraggio… “non è mai troppo tardi per essere chi saresti potuto essere”.

Antonio Curci

 

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