Natalia Goncharova a Palazzo Strozzi a Firenze

Dal 28 settembre 2019 al 12 gennaio 2020, a Firenze, a Palazzo Strozzi è possibile ammirare l’esposizione dei quadri dell’artista russa Natalia Goncharova (1881-1962), insieme ad alcuni di Gauguin, Matisse, Picasso e di futuristi italiani come Boccioni, provenienti dalle collezioni dei più prestigiosi musei internazionali.

Pittrice, costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista, ma anche attrice cinematografica, ballerina e performing artist ante litteram, Natalia si presenta come una donna poliedrica, dalle numerose sfaccettature.

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Una vita controcorrente e una pittura esplosiva ricca di colori densi è il binomio inscindibile che caratterizza la sua personalità artistica. Attraversando vari stili, dall’Impressionismo al Cubismo, dal Neoprimitivismo al Raggismo, la pittrice ha unito elementi iconici della tradizione popolare e religiosa russa alle istanze dell’arte moderna occidentale. Attraverso 130 opere si può ripercorrere la vita di Natalia, scissa tra Mosca e Parigi, le due città cardine per la sua formazione e per il delineamento di uno spirito anticonformista. È stata la prima donna a dipingere nudi – risultando, però, oscena – a essere colpita dalla censura per opere a tema religioso, a esibirsi nei cabaret, a mostrarsi nei luoghi più eleganti di Mosca con il volto decorato, insieme al suo compagno, l’artista Sergej Djagilev.

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Tra le principali opere presenti in mostra ci sono lavori giovanili in cui emerge notevolmente il tema rurale, come l’Autoritratto con gigli gialli e la tela Contadini che raccolgono le mele. Seguono le sue opere più osé: i suoi dipinti di nudi femminili, che richiamano lo stile del cubismo, e le sue opere religiose, tra cui il monumentale polittico degli Evangelisti (1911), che nel 1914 a San Pietroburgo sconvolse il pubblico per i colori troppo accesi, fu ritirato dalle autorità e non fu mai più esposto.

Il suo nome spicca anche in ambito teatrale: Natalia fu un’eccellente costumista di alcuni spettacoli come Le Coq d’or di Rimskij-Korsakov e l’Oiseau de feu di Stravinskij, realizzando costumi dai colori accesi, di cui due in particolare sono esposti dal vivo insieme ad una serie di schizzi e miniature di personaggi come la bellissima danzatrice de Le Coq d’Or.

Una sezione della mostra è dedicata al Futurismo, corrente alla quale Natalia si accosta dopo la frequentazione con Marinetti e altri artisti a Roma tra il 1916 e il 1917.

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Insieme ai quadri di Gonchanova, tra cui il dinamico Ciclista, sono presenti quelli di artisti italiani come Boccioni. L’accostamento di queste tele permette di far emergere le analogie e le differenze tra Futurismo italiano e russo, in particolare in Russia l’elemento della tecnica non veniva considerato positivo nella vita dell’uomo come in Italia, ma deleterio per la società.

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La parte finale dell’esposizione riguarda il viaggio in Spagna dell’artista, in particolare si può ammirare l’enorme paravento commissionato a Natalia nel 1927 per l’Arts Club di Chicago, restaurato per l’occasione.

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Tra quadri, video e foto d’epoca, la mostra permette di scoprire la biografia di una donna audace, dinamica, che si è spesa per l’arte in tutte le sue forme di espressione, amando la sperimentazione di generi diversi con la capacità di riadattarli alla sua visione del mondo, in un’originale fusione di tradizione e innovazione.

Martina Ragone

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