“Mia madre fa l’attrice”, il documentario di Mario Balsamo

Un 52enne regista e una 85enne ex attrice, rispettivamente un figlio e una madre, entrambi vittime di un rapporto irrisolto e conflittuale e entrambi nostalgici di apparire sul grande schermo. Mia madre fa l’attrice, è un film documentario, in sala dal 25 agosto, che mescola realtà e finzione e che vede Mario Balsamo accompagnare mamma Silvana Stefanini lungo un viaggio nel passato che tocca i luoghi della sua giovinezza, dei suoi amori, ma soprattutto di una carriera cinematografica che non è mai decollata.

Balsamo, reduce dall’autoracconto della sua malattia in Noi non siamo come James Bond, si mette in testa di sistemare le cose tra lui e la madre. Silvana, all’inizio degli anni Cinquanta è apparsa in una manciata di film, recitando in piccoli ruoli, il più rilevante dei quali è stato La barriera della legge di Piero Costa. Dopo anni di tentativi, Mario decide finalmente di farle il regalo più grande: la riporta sui luoghi del set, le fa ri-recitare battute, le fa vedere per la prima volta quel film, oramai quasi introvabile, lo vedono insieme e rimettono il nome di Silvana Stefanini nei titoli di testa.

Discutono, ridono, si arrabbiano, ricordano e si raccontano. In Mia madre fa l’attrice vengono raccontati la memoria, la bellezza che sfiorisce e il dialogo tra generazioni differenti, incarnati da una madre e da un figlio alle prese con un rapporto complicato. Prima di girare il film-documentario Mario e Silvana non si parlano quasi più e proprio questo che la sceneggiatura sottolinea, è qualcosa che si percepisce dal linguaggio dei corpi e dalla forza che anziché unirli li separa. Mia madre fa l’attrice diviene così una sorta di terapia madre-figlio, in cui la madre può curare la tendenza all’anaffettività del figlio, mentre Mario dona a Silvana la possibilità di rivivere la propria giovinezza, anche solo per dei fugaci attimi.

Balsamo adotta un registro comico, a tratti surreale, sempre in bilico tra realtà e finzione perché guarda alla madre, e a sé stesso, con un mix di affetto, fastidio, sarcasmo e un filo di sadismo, tanto da non far capire allo spettatore se questi sentimenti siano spontanei e sinceri o se siano invece frutto di una messa in scena cinematografica. Restano alcuni passaggi memorabili, come il provino per Carlo Verdone, in cui Silvana dà effettivamente prova di un talento naturale per la recitazione, e la gag sul rapporto tra Silvana e le nuove tecnologie.

In Mia madre fa l’attrice la maschera non viene mai gettata, fino a un finale nel quale Mario chiede a Silvana: “È quello che volevi, no?”, battuta che esprime la loro (forse) definitiva riappacificazione.

Ilaria Sinopoli

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