Un libro che fa bene ai ragazzi : “Mi chiamarono Brufolo Bill” di Margherita De Napoli

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E’ una persona speciale Margherita De Napoli, autrice del libro “Mi chiamarono Brufolo Bill” perché parla del suo lavoro editoriale come della sua “creatura di carta, inchiostro e anima”.
L’abbiamo incontrata in occasione di Cittadeilibri – il family festival organizzato da cittadebimbi.it – e Margherita ci ha dato da subito l’impressione di essere nel suo libro.
L’autrice è un tutt’uno con il testo nel quale ha immerso tutta la sua sensibilità verso quei ragazzi avvolti nel loro disagio, che deriva da piccole imperfezioni fisiche.
Il testo edito da Progedit è diventato per la De Napoli motivo di incontro con i giovani per parlare di timidezza, vergogna, affettività e autostima. Lo fa con cognizione di causa, avendo sperimentato sulla propria pelle le difficoltà di chi si ritrova a crescere in un periodo molto delicato qual è quello dell’adolescenza e ha un difetto fisico come l’acne giovanile.
“Mi chiamarono Brufolo Bill” è un libro condito di tanta sana ironia per demitizzare nel lettore i suoi piccoli grandi problemi esistenziali e regalare quindi fiducia a chi si trova in difficoltà.
Il rischio per chiunque si trovi a fare i conti con la non accettazione del difetto è quello della discriminazione che il più delle volte si trasforma in auto-discriminazione, perché risulta molto difficile accettarsi con serenità… la giovane età purtroppo non aiuta e spesso non lo prevede.
Le derisioni poi sono lame affilate che graffiano l’anima e lasciano cicatrici indelebili. L’autrice promette con il suo testo di suscitare sorrisi, l’unico farmaco capace di lenire le sofferenze che derivano il più delle volte dall’ignoranza e dalla poca educazione all’accettazione dell’altro, soprattutto delle sue fragilità.Grazie ai buoni sentimenti di cui è pregno il testo, Margherita De Napoli si è classificata seconda al “Premio Fortuna Dautore” e ha ottenuto la Menzione d’Onore al “Premio Porta d’Oriente” con la seguente motivazione:
“Libro fresco e originale, accattivante e ironico che racconta in modo scanzonato le insicurezze, i patemi d’animo di un’adolescente messa k.o. da un’esplosione di brufoli, condizione non eccezionale, data l’età. In contrasto con la situazione che potrebbe rivelarsi angosciante, il libro trasuda gioia di vivere, ad onta dei terribili brufoli dell’acne che attentano inutilmente al naturale ottimismo. Sotto l’apparente semplicità si può cogliere il suggerimento dell’autrice a non fare della perfezione fisica un totem da adorare, lezione non da poco ai nostri giorni in cui la perfezione dei corpi sembra premessa imprescindibile per avere successo nella vita. Il libro invita a smitizzare, ridere delle imperfezioni, peraltro passeggere, e suggerisce ad altri adolescenti di superare crisi e complessi inutili, spesso fonte di infelicità. Divertenti le illustrazioni di Francesca Zaccaria che danno forma all’ironia dell’autrice”.
Antonio Curci

Il Libro

brufolobillTitolo:”Mi chiamarono Brufolo Bill”

Editore: Progedit

Collana: Briciole

Autore: Margherita De Napoli 

Illustrazioni: Francesca Zaccaria 

Genere: Autobiografia, Umorismo

Anno: 2014

Età di lettura: 11-15 anni

 

Questa è la storia di un’invasione. No, non di ultracorpi, né di baccelloni extraterrestri. No, non è fantascienza, è realtà, il reale incontro/scontro di una giovane con i brufoli. Margherita ingaggia una battaglia senza esclusione di colpi per mettere alla porta gli indesiderati ospiti.

Che accade quando ci si ritrova col volto “assediato” dall’acne negli anni in cui ci si apre alla vita? Cosa si prova nell’animo se un brutto giorno ci si sente chiamare “Brufolo Bill”?
In questa autobiografia semiseria Margherita racconta la disavventura con i malefici pedicelli cercando di sdrammatizzare il problema con un pizzico di allegria. Il “brufolo” è il filo conduttore lungo il quale scivolano via via divagazioni scherzose e riflessioni più serie sulle diverse situazioni della vita quotidiana: dagli “intrighi” sentimentali alle vicissitudini scolastiche, dal primo approccio col mondo del lavoro ai rapporti all’interno del gruppo di amici, dai conflitti della giovane con se stessa alla liberatoria scoperta che timidezza e aggressività non sono altro che facce della stessa medaglia. Tante le emozioni con cui bisogna fare i conti mentre si cresce. E se cammin facendo s’inciampa nell’acne? Qui c’è un’amica che ti dà una mano.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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