Medici senza Frontiere denuncia: “Gas lacrimogeni su migranti e rifugiati a Idomeni”

Primo piano bimba idomeniL’organizzazione umanitaria Medici senza Forntiere rende noto che al confine tra Grecia e Macedonia, migliaia di persone sono bloccate dal filo spinato. Nel campo di transito, i team dell’organizzazione lavorano senza sosta. Sono state trattate tante persone colpite dagli effetti dei gas lacrimogeni utilizzati dalla polizia macedone su rifugiati e migranti. Tra loro anche bambini, il più piccolo, denuncia Medici senza Frontiere, di solo 6 settimane.

Le restrizioni al confine stanno creando maggiore caos e ulteriore sofferenza per uomini, donne e bambini che hanno già vissuto la guerra e affrontato viaggi molto pericolosi in cerca di sicurezza. Secondo MSF fa impressione la mancanza di umanità di queste strategie irresponsabili messe in atto da pochi stati europei e balcanici.

“Sono davvero senza parole, indignata e molto triste! Le persone sono costrette a fare un viaggio così faticoso, lungo, costoso e pericoloso. Non che quando succede in altre parti del mondo sia meno rilevante – dice Daniela, infermiera MSF a Idomeni – ma in Europa sembra tutto più terribilmente inaccettabile”.

MSF  rende noto che continuerà a fornire assistenza medico-umanitaria con medici, infermieri e logisti sul campo e a testimoniare cosa sta accadendo alle frontiere dell’Europa.

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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