Messaggio del Presidente Mattarella nel 40° anniversario del disastro di Seveso

BERLIN, GERMANY - MARCH 02:  Italian President Sergio Mattarella arrives at Schloss Bellevue palace to meet with German President Joachim Gauck on March 2, 2015 in Berlin, Germany. Mattarella is visiting Germany as his first foreign destination since taking office.  (Photo by Sean Gallup/Getty Images)

Ricorre oggi l’anniversario del Disastro di Seveso,  il terribile incidente industriale avvenuto il 10 luglio del 1976. Sono trascorsi quarant’anni da quando, dall’azienda ICMESA di Meda, fuoriuscì e si disperse una nube costituita da diossina TCDD, una sostanza chimica fra le più tossiche in assoluto. Il veleno coprì una vasta area di terreni dei comuni limitrofi della bassa Brianza, coinvolgendo in modo pesante il Comune di Seveso e la popolazione che ne restò contaminata. Ancora oggi purtroppo sono moltissime le persone che patiscono le conseguenze dell’esposizione alla diossina

Il disastro ebbe una tale rilevanza europea che fu creata la direttiva 82/501/CEE nota anche come direttiva Seveso.

Fu la prima volta che una nube tossica di diossina fuoriuscì da una fabbrica e coinvolse, con conseguenze disastrose, la popolazione e l’ambiente circostante. Nel 2010 il Time inserì l’incidente di Seveso fra i primi otto peggiori disastri ambientali della storia.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato oggi al Sindaco di Seveso, Paolo Butti, il seguente messaggio:

«In occasione del quarantesimo anniversario del disastro ambientale che colpì Seveso e altri comuni della Brianza, desidero esprimere la mia vicinanza a tutti i cittadini che hanno dovuto affrontare le drammatiche conseguenze di quell’incidente e il riconoscimento a quanti, grazie a un appassionato e corale impegno, seppero poi aprire una stagione nuova della vita della comunità locale.

Va tenuta viva la memoria di quanto è accaduto, non solo per ricordare le tante sofferenze patite e i danni inferti alle persone e all’ambiente, ma anche perché le nuove generazioni possano far tesoro sia delle esperienze negative sia del percorso di ricostruzione che ora consente loro di guardare al futuro con maggiore fiducia.

La nube tossica fuoriuscita dall’ICMESA costituisce tuttora uno dei più gravi incidenti industriali mai verificatisi su scala mondiale. Il disastro di Seveso, e l’inquinamento prodotto dalla diossina, fu un evento che colpì profondamente l’opinione pubblica e le istituzioni.

Dopo quel drammatico 10 luglio, e la sua lunga scia distruttrice, la coscienza ecologica del continente fu indotta a compiere un salto in avanti. La cosiddetta direttiva Seveso, tesa a prevenire gli incidenti industriali e i rischi sui lavoratori, sulla popolazione e sull’ambiente, divenne un caposaldo della legislazione europea, aprì la strada per ulteriori evoluzioni e affermò con forza la necessità di politiche comuni dell’Unione in difesa della salute e della sostenibilità ambientale. Ma possiamo dire che anche le istituzioni mondiali trassero insegnamento da quanto avvenne a Seveso, adeguando la configurazione stessa del diritto alla salute delle persone e delle comunità.

Questa crescita di consapevolezza è avvenuta in parallelo a quel riscatto ambientale e sociale di cui le popolazioni di Seveso e della Brianza si sono rese protagoniste. La vostra bonifica e ricostruzione ha interagito con una più matura coscienza ecologica europea e l’ha condizionata positivamente. Di questo dovete essere orgogliosi. Oggi Seveso non suona più soltanto come simbolo di un disastro, ma è punto di riferimento di un’economia e di una società orientate verso la crescita sostenibile. Questo è l’orizzonte del nostro futuro.

Con questo spirito formulo a lei, signor Sindaco, e a tutti i cittadini, il saluto più cordiale e caloroso, unito all’augurio più sentito».

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Antonio Curci

Antonio Curci

Direttore Responsabile

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