Mateo Kovacic, la sua fede in Dio e l’amore per la famiglia

Kovacic_3098091Il calciatore dell’Inter, che gioca nel Mondiale brasiliano con la maglia della Nazionale croata, rompe i luoghi comuni del mondo del calcio dichiarando che la cosa che più gli manca, è la Santa Messa nella propria lingua madre.
Mateo Kovacic, ventenne centrocampista dell’Inter è nato a Linz, in Austria, da genitori croati scappati a metà anni ’90 dal conflitto fratricida nei Balcani.
“La mia famiglia è la cosa più importante per me, i miei genitori mi hanno sempre supportato e tutt’oggi mi supportano standomi vicino, sia che le cose vadano bene sia che queste girino male”.
La famiglia d’origine è per Mateo un esempio che desidera attuare con Isabel la sua fidanzata. “In una ragazza conta l’aspetto ma io non mi soffermo a guardar quello, ciò che a me colpisce è la gentilezza, l’educazione, l’onestà e la modestia”, qualità che Isabel ha e che permettono a Mateo di scrutare il suo futuro. “Nella vita voglio far bene il mio lavoro e tramite questo render felice la mia famiglia e non farle mancar niente”.
Il giovane campione croato ha dichiarato: “Sono cresciuto nella fede fin da piccolo, per me la religione è sempre stata importante”. La fiducia in Dio l’ha sostenuto in un momento difficoltoso della sua attività. Era il 2009, un serio incidente alla gamba, quando ancora giocava nella Dinamo Zagabria, mise in pericolo il prosieguo della sua carriera.
Gli è stato chiesto quale pensiero della Bibbia predilige, Kovacic ha risposto: “Lascia tutto nelle mani di Dio”. Mateo è felice di vivere a Milano e di giocare nell’Inter, ma sa anche dov’è la sua casa, i suoi amici, la sua chiesa. “E questo è ciò che conta”.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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