Marta Cometa: “Con Gesù ho sconfitto il cancro e la crisi”

imageMarta Cometa, una donna tarantina di 52 anni, grazie ad un progetto della sua diocesi ha trovato un nuovo impiego, ridando luce alla sua vita dopo la battaglia contro il cancro, e aver perso il lavoro.

“Solo il mio migliore amico avrebbe potuto darmi una forza simile: Gesù”, pronuncia Marta, letteralmente rinata dopo aver oltrepassato gli ostacoli più impensabili: il cancro, la disoccupazione, la perdita degli affetti più cari. E poi, ecco che, proprio  come i tasselli di un puzzle che tornano al loro posto, le giunge l’aiuto della sua diocesi, affidandole un lavoro come insegnante di italiano agli immigrati, e una nuova vita che ricomincia a 52 anni.

Eppure, la fede non è sempre stata la bussola che ha guidato Marta, soprattutto nel periodo precedente alla scoperta del cancro. “Non riuscivo a capacitarmi della cosa”- commenta Marta, ripensando alla sua malattia. “Poi,però, riflettevo e mi ponevo anche altre domande: perchè un altro sì e io no?. E in quel modo riuscivo ad accettare meglio la malattia.” Le cose, per fortuna andarono nel verso giusto, l’operazione riuscì, e anche se con un seno in meno, il cancro era sconfitto.

Ma la crisi vera e propria arriva dopo l’intervento, quando l’azienda dove Marta lavorava chiude dopo 28 anni di attività, e trovare un lavoro in una città come Taranto, pesantemente segnata dalla crisi dell’Ilva sembra quasi l’ottava fatica di Ercole. Per Marta si avvia l’ultima e decisiva sfida: tentare un rilancio, sentire il Signore accanto ed evitare la depressione.

Prova a cercare lavoro, invia curriculum , ma il tunnel sembra ancora lontano dalla luce, a più di 50 anni, e intanto i suoi risparmi cominciano ad essere sempre più esigui. Si rivolge, dietro suggerimento di un’amica, a padre Nicola, parroco della Chiesa Gesù Divin Lavoratore e direttore della pastorale lavoro. Tramite il CEM (Centro educativo Murialdo) che lavora per l’inserimento di giovani e non nel mondo del lavoro, le viene offerta la possibilità di fare tirocinio presso la Casa Famiglia Airone Junior. Dopo il tirocinio, continua la sua collaborazione con la Caritas.

Da settembre dello scorso anno Marta lavora come insegnante di lingua italiana per alcuni immigrati che vivono a Taranto, diventando per loro anche una maestra di vita, un’amica a cui confidare un disagio.

Spesso i suoi giovani entrano anche nelle sue preghiere, affidandoli a Dio proprio come aveva affidato se stessa, e ora con il suo contributo non può far altro che ridare una dignità, una speranza ai giovani a cui insegna.

Francesca Morga

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