Malala riceve a Oslo il Nobel per la pace

malalaMalala è diventata una fonte di ispirazione per le ragazze e i giovani in generale in Pakistan”, in molte vogliono diventare “leader” come lei e “servire” il Paese “con lo stesso spirito”, in particolare per l’impegno profuso “nel settore dell’educazione”. È quanto comunica all’agenzia AsiaNews, il direttore esecutivo della Caritas in Pakistan, Amjad Gulzar raccontando il conferimento solenne a Oslo del Nobel per la pace a Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice nella storia del Premio.
La 17enne militante pakistana nel mese di ottobre ha ricevuto il riconoscimento insieme all’indiano Kailash Satyarthi, anch’egli in prima linea per il sostegno dei diritti dei bambini. Autorità della politica, della società civile, e semplici cittadini, riferisce il direttore Caritas, testimoniano l’opera svolta dalla ragazza per il Pakistan.
Malala Yousafzai, è stata vittima di un atto terroristico talebano nella Swat Valley, regione montuosa della cittadina di Khyber Pakhtunkhwa, alla frontiera con l’Afghanistan, dominio dei fondamentalisti. È stata colpita mentre si trovava sull’autobus che l’avrebbe accompagnata a casa, dopo le lezioni a scuola.
Salvata dalla morte grazie a un’iniziativa internazionale, era diventata popolare nel 2009 all’età di 11 anni, per aver gestito un blog in lingua locale sul sito della Bbc in cui segnalava le azioni offensive degli integralisti islamici pakistani contro le ragazze e le scuole femminili.
In una intervista concessa il giorno prima del conferimento del Nobel , la ragazza ha manifestato il desiderio di dedicarsi all’attività politica. Dopo aver compiuto gli studi in Gran Bretagna, Malala – che ha messo in risalto l’assenza dei premier di Pakistan e India alla cerimonia – dichiara di ambire alla carica di Primo Ministro “per servire il mio Paese” e rinnovarlo “in una nazione sviluppata” in cui ogni bambino “gode del diritto allo studio”. Il suo modello di riferimento è Benazir Bhutto, due volte premier e uccisa da estremisti islamici nel dicembre 2007.

Antonio Calisi

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Direttore Editoriale

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