L’Ulisse di Paolo Panaro

ulissePer gli amanti del personaggio di Ulisse dal 20 al 24 giugno 2014 al castello angioino di Mola di Bari Paolo Panaro ha messo in scena, con Elisabetta Aloia, Vito Lopriore e Rosaria Ximenes, uno spettacolo su questo celebre eroe che ha affascinato la letteratura nel corso dei secoli.
Molti autori hanno ripreso l’Ulisse di Omero, modificandone alcuni tratti o sottolineandone altri e Paolo Panaro, come Dante, Joyce, Pascoli e Baudelaire, si accinge a creare il suo Ulisse astuto ingannatore sin dall’inizio, quando, pur di non partecipare alla guerra di Troia, si finge un contadino. Tuttavia la sua pazzia viene smascherata, dimostrando come la verità prevalga sulla finzione. In realtà lui dimostrerà, durante il corso della guerra, come sia possibile il contrario, grazie alla sua mente astuta e all’appoggio di Atena.
Accanto al personaggio di Ulisse, gli attori affiancano profonde riflessioni sulla società e sul ruolo dell’eroe. Gli uomini sono in grado solo di sconfiggere i mostri, mentre le donne sono le vere devastatrici poiché con i loro tradimenti sconfiggono non solo gli eroi ma intere dinastie. Per esempio Medea abbandona la sua patria per sposare Giasone, Arianna decide di seguire Teseo e la stessa Elena, per amore di Paride, è la causa dell’estinzione della stirpe dei Troiani. Oltre a ciò il ruolo degli dèi è importante, in quanto decidono di far scatenare una guerra solo perché volevano trovare il modo di far estinguere la stirpe degli eroi.
Paolo Panaro si sofferma sul viaggio di Ulisse evidenziando le sue gesta eroiche, ma anche i suoi tradimenti con donne bellissime fino all’uccisione dei Proci e al riconoscimento con la moglie Penelope, anche se il suo destino non è rimanere in patria, infatti ben presto sarà costretto a ripartire. E proprio il mare, luogo di gloria e di mille avventure gli donerà la morte e l’eterna memoria.
Paolo Panaro e la sua compagnia sono ben riusciti a far immedesimare l’ascoltatore nei suoi racconti grazie alla lettura interpretativa del racconto e alla gestualità che ha fatto sentire l’ascoltatore partecipe della guerra e degli strani incontri del nostro eroe. L’intero racconto è ambientato all’interno delle mura del castello con una scenografia semplice, un leggio al centro e tanta fantasia nell’aria.

Martina Ragone

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Antonio Calisi

Antonio Calisi

Direttore Editoriale

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