L’Italia è un paese di poveri: un pensionato su due vive con meno di 1000 Euro

milano_anziani_mercato_via_papiniano_fotogramma_3L’Italia si riscopre un Paese povero, o meglio… un Paese di poveri. Non è una novità! L’aspetto più sconcertante  però, è che in qualche modo ci siamo abituati non solo ad essere poveri, ma purtroppo a sentirci tali.

E’ notizia di oggi che il 42,5% dei pensionati italiani, ben 6,5 milioni di persone, vive con una pensione inferiore ai 1000 Euro. A dirlo è niente poco di meno che l’INPS nel Bilancio Sociale 2014. Altro aspetto drammatico è che 1,88 milioni di pensionati vive (si fa per dire) addirittura con assegni inferiori ai 500 Euro.

Si tratta di una fetta della popolazione italiana che, per ovvie ragioni legate all’età, mediamente non se la passa bene in termini di salute e quindi, il più delle volte, queste “faraoniche” pensioni servono principalmente per pagare medicine e spese mediche. Non sono, poi, pochi quegli anziani che purtroppo rinunciano alle cure o addirittura si alimentano secondo diete improbabili, peggiorando talvolta le già precarie condizioni di salute.

Un quadro dunque allarmante, reso ancor più fosco da un bilancio 2014 dell’Inps assolutamente negativo, con una perdita pari a 12,485 miliardi di Euro.

Il numero uno dell’Inps Tito Boeri, durante la presentazione del Bilancio, ha attaccato la manovra del Governo Renzi. A suo giudizio gli interventi sulle pensioni previsti dalla Legge di Stabilità sono parziali, costosi e non risolutivi. Saranno – secondo Boeri – necessari altri interventi, un’altra riforma.

Si difende, ovviamente, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che definisce la manovra del Governo “molto buona, socialmente qualificata: per la prima volta c’è la lotta alla povertà e conferma la decontribuzione sulle assunzioni a tempo indeterminato. Credo che non ci siano ragioni significative di polemica”.

In questo sterile “botta e risposta” però i poveri italiani continuano a resistere, mentre gli italiani poveri continuano ad esistere e per loro non solo non c’è futuro, ma il presente appare tutt’altro che sereno.

Antonio Curci

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Direttore Responsabile

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